Italia

Jobs Act: in arrivo contratti a termine fino a 3 anni senza causale e delega per il salario minimo

Al termine della conferenza stampa di Matteo Renzi, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha illustrato i principali provvedimenti del cosiddetto "Jobs Act": riforma del contratto a termine, assegno universale di disoccupazione, salario minimo e tutela per le donne in maternità
Al termine della conferenza stampa di Matteo Renzi, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha illustrato i principali provvedimenti del cosiddetto “Jobs Act”: riforma del contratto a termine, assegno universale di disoccupazione, salario minimo e tutela per le donne in maternità

Un disegno di legge per la delega al Governo a riformare il lavoro semplificando, anzi, smantellando la legge Fornero. Matteo Renzi frena quindi sul Jobs Act: nessuna riforma a colpi di decreto, ma un passaggio parlamentare nel quale chiederà una delega per cambiare gli ammortizzatori sociali introducendo l’assegno di disoccupazione, il reddito minimo e la tutela delle donne in maternità. Nell’immediato arriva, invece, un decreto legge che concede ai datori di lavoro la facoltà di stipulare contratti di lavoro a tempo determinato senza causale fino ad un massimo di tre anni, con l’accortezza che i dipendenti assunti con tale tipologia contrattuale non superino il 20% del totale della maestranza impiegate in azienda. Non saranno neppure più necessarie le pause tra un contratto e l’altro. «Lavoriamo a partire da una considerazione: nessun italiano deve stare a casa a far niente, a tutti bisogna dare un’occasione, un’occupazione che non è uguale a un lavoro» ha detto il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che poi afferma: “Vogliamo costruire un modello per il quale chi riceve dei sussidi dallo Stato possa aiutare in qualche modo la collettività“. La causale, ha aggiunto Poletti, “è la causa delle cause. Il contratto a tempo determinato rappresenta oggi in Italia il 58% degli avviamenti a lavoro fatti con diverse tipologie di contratto. La nostra scelta è di semplificare queste tipologie di contratto“. Poletti ha quindi annunciato una riforma dell’apprendistato che punti alla semplificazione, perchè finora “non ha funzionato. La vecchia norma dice se hai preso una persona come apprendista devi stabilizzarla se no non puoi prenderne un’altra, così il ragazzo viene licenziato un mese prima della fine dell’apprendistato: non mi pare un’idea furbissima“.

Cassa integrazione. La legge delega prevede inoltre di riforma della cassa integrazione: contributi più bassi per tutti, ma più alti per chi ne fa ricorso. Andrà verso l’esaurimento la cassa in deroga in favore dell’assegno unico di disoccupazione e degli ammortizzatori per tutti (Naspi). Arriverà anche l’agenzia unica del lavoro per coordinare le attività dell’Inps con quelle dei centri di collocamento, mentre aumenteranno le tutele per le donne in maternità anche con contratti atipici.

Meno contributi Inail. Da maggio si pagherà un miliardo in meno di contributi Inail: l’80% delle imprese italiane pagherà il 14% in meno. “Noi premiamo chi merita di essere premiato – ha detto Poletti – No tutto a tutti, chi è entro i criteri avrà la riduzione“.

Garanzia per i Giovani. Tra i provvedimenti varati c’è, dal primo maggio, la “Garanzia per i Giovani” chiesta dalla Ue che ha invitato tutti gli Stati membri ad assicurare ai giovani con meno di 25 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato, tirocinio o altra misura di formazione, entro 4 mesi dall’uscita dal sistema di istruzione formale o dall’inizio della disoccupazione. Il governo Renzi, però, allarga la platea ai giovani fino a 29 anni destinando risorse complessive per 1,5 miliardi alle agenzie regionali. In generale l’obiettivo è quello di offrire una risposta ai ragazzi e alle ragazze che ogni anno si affacciano al mondo del lavoro dopo la conclusione degli studi. Considerato lo specifico contesto italiano tale iniziativa prevede, inoltre, anche azioni mirate ai giovani disoccupati e scoraggiati, che hanno necessità di ricevere un’adeguata attenzione da parte delle strutture preposte alle politiche attive del lavoro.

Nel pacchetto di misure varato dal Governo anche un fondo per le imprese sociali da 500 milioni e 600 milioni da destinare al credito d’imposta per i ricercatori con l’obiettivo di creare 100 mila posti di lavoro nell’ambito della ricerca entro il 2018.

Per Renzi, «il ddl lavoro procederà spedito, lo dico per naso politico, avevo previsto che entro il 28 febbraio approvavamo la legge elettorale, ho 12 giorni di ritardo, scusate ma erano 8 anni che aspettavamo. In democrazia c’è battaglia, si vota e si discute ma nei voti appena fatti il Governo non è mai andato sotto. È una novità».

Soddisfatto delle misure annunciate da Renzi il presidente dei senatori del nuovo centrodestra, Maurizio Sacconi: «Si può discutere infinitamente se le regole facciano da sé nuova occupazione ma è certo che quando le regole sono cattive, come lo sono state quelle volute dal Ministro Fornero, bruciano posti di lavoro. Ci riconosciamo quindi fino in fondo nell’apprendistato quale modo ideale di ingresso nel mercato del lavoro e nella sua drastica semplificazione. Riteniamo che – continua – il contratto a termine, per come è stato ora reso più facilmente utilizzabile, possa corrispondere alle esigenze di molte imprese che vogliono crescere ma sono frenate dalle incertezze che pesano sul futuro. Condividiamo peraltro l’esigenza di un riordino complessivo delle politiche attive e passive per i disoccupati».

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