Lavoro

Jobs Act, dal 1° maggio la NASpI: come funzionerà?

Jobs Act, dal 1° maggio la NASpI: come funzionerà?
Dal 1° maggio 2015 coloro che perdono involontariamente il posto di lavoro avranno diritto alla NASpI: lo prevede il decreto legislativo approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri di venerdì 20 febbraio. La durata della NASPI è rapportata alla storia contributiva del lavoratore e potrà arrivare ad un massimo di 24 mesi per chi abbia lavorato negli ultimi quattro anni, per scendere a 18 mesi a far data dal 1° gennaio 2017

Il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015 ha licenziato il testo definitivo del decreto legislativo che, attuando la delega di cui all’art. 1, comma 2, lettera b), della legge n. 183 del 2014, riordina le norme in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria unificando, sotto un’unica voce (NASpI), le precedenti indennità (ASpI e mini-ASpI) introdotte dalla legge n. 92 del 2012.
Il testo del decreto ha superato con esito positivo l’esame delle Commissioni lavoro della Camera e del Senato che hanno, però, posto alcune condizioni e proposto modifiche, volte soprattutto a garantire maggiori tutele ai lavoratori più anziani ed alle lavoratrici in caso di dimissioni volontarie.
Anche la Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa in materia, proponendo un maggior ruolo della Conferenza stessa nell’adozione dei decreti ministeriale di attuazione e proponendo un testo alternativo per la disciplina del contratto di ricollocazione introdotto dall’art. 17 del decreto legislativo in argomento.

Ed in effetti, il testo definitivamente approvato dal CdM del 20 febbraio sostituisce l’intero art. 17, per cui non è solo più il lavoratore licenziato illegittimamente o per giustificato motivo oggettivo o per licenziamento collettivo a poter fruire del contratto di ricollocazione ma, più genericamente, sono tutti i soggetti in stato di disoccupazione, a norma dell’art. 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n . 181. Questi soggetti hanno diritto di ricevere dai servizi per il lavoro pubblici o dai soggetti privati accreditati un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro attraverso la stipulazione del contratto di ricollocazione, finanziato ai sensi del comma 1, a condizione che effettuino la procedura di definizione del profilo personale di occupabilità, come sarà definita dal decreto legislativo di attuazione delle norme in materia di politiche attive per l’impiego disposte dalla legge n. 183/2014.

Il voucher dà diritto a sottoscrivere con una Agenzia per il lavoro, pubblica o privata, un contratto di ricollocazione che prevede:

  • il diritto del lavoratore a una assistenza appropriata nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore, da parte dell’agenzia per il lavoro;
  • il diritto del lavoratore alla realizzazione da parte dell’agenzia stessa di iniziative di ricerca, addestramento, formazione o riqualificazione professionale mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle capacità del lavoratore e alle condizioni del mercato del lavoro nella zona ove il lavoratore è stato preso in carico;
  • il dovere del lavoratore di porsi a disposizione e di cooperare con l’agenzia nelle iniziative da essa predisposte.

Per quanto attiene la nuova assicurazione per l’impiego (NASpI) si segnala la maggior durata che, dal prossimo 1° maggio potrà interessare coloro che, da tale data perdono involontariamente il posto di lavoro. La durata del nuovo ammortizzatore è, infatti, rapportata alla storia contributiva del lavoratore e potrà arrivare ad un massimo di 24 mesi per chi abbia lavorato negli ultimi quattro anni, per scendere a 18 mesi a far data dall’1.1.2017.
A questo proposito le Commissioni parlamentari hanno invitato il Governo ad attivarsi per reperire i fondi necessari per il mantenimento della maggior durata prevista per gli anni 2015 e 2016.
La nuova tutela sarà assicurata a tutti i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro, ad esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, per i quali si mantiene la vigente tutela. Il trattamento spetta anche a coloro che hanno presentato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’art. 7 della legge 1 5 luglio 1966, n . 604, come modificato dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012. Non è stato, invece, accolto l’invito da parte delle Commissioni di esplicitare che spetta anche in caso di dimissioni della lavoratrice madre nel periodo protetto.

Per la maturazione del diritto devono essere presenti tutti i seguenti requisiti:

  • vi sia lo stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
  • il lavoratore possa far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
  • possa far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

La NASpI potrà avere una durata massima pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei quattro anni precedenti l’evento che ha prodotto la disoccupazione. Dal computo sono esclusi i periodi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Come si è detto, inizialmente la durata del trattamento economico potrà raggiungere i 24 mesi, mentre per gli eventi di disoccupazione che si verificheranno dall’1.1.2017, la durata della prestazione non potrà superare le 78 settimane.
Il trattamento economico è determinato dividendo il totale delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicando il quoziente per il numero 4,33. Le retribuzioni sono formate sia dagli elementi continuativi sia da quelli non continuativi oltre che dalle mensilità aggiuntive.

Qualora la retribuzione mensile risultante dall’operazione fosse pari o inferiore, nel 2015 all’importo di 1.195 euro mensili, l’indennità spettante sarà determinata in misura pari al 75 per cento della retribuzione stessa.
Qualora invece la retribuzione mensile fosse superiore al predetto importo, al 75 per cento come sopra determinato, sarà aggiunto un importo pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo

L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel 2015 l’importo massimo mensile di euro 1.300, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Anche il massimale di 1.195 euro è soggetto a detta rivalutazione annuale.
A decorrere dal primo giorno del quinto mese di fruizione l’indennità, come sopra determinata, è progressivamente ridotta nella misura del 3 per cento al mese a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione.
Alla NASpI non si applica la trattenuta del 5,84 per cento di regola prevista sull’importo delle prestazioni di sostegno al reddito.

Il decreto istituisce, per l’anno 2015, una indennità mensile di disoccupazione denominata DIS-COLL, a favore dei collaboratori coordinati e continuativi con o senza modalità a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione nel periodo 1.1-31.12.2015.
Peraltro, la bozza di decreto delegato proposta dal CdM del 20 febbraio scorso, contenente il riordino delle forme contrattuali, mantiene le collaborazioni coordinate e continuative solo per le attività non ripetitive e non eterodirette ed abroga il lavoro a progetto.

Il decreto delegato in esame istituisce altresì l’assegno di disoccupazione (ASdI), che potrà essere erogato a coloro che abbiano fruito della NASpI per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015, siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno. Nel primo anno di applicazione gli interventi sono prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e, quindi, ai lavoratori in età prossima al pensionamento.

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