Lavoro

Jobs Act: come cambia l’ASpI

Jobs Act: come cambia l’ASpI
Numerosi gli interventi del Jobs Act sull’ASpI. In particolare si va verso il probabile superamento della differenza tra ASpI e Mini-ASpI, rapportando la durata dei trattamenti alla storia contributiva del lavoratore. Previsto l’incremento della durata massima per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti e l’estensione dell’ASpI ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa

La Camera dei deputati ha approvato il 25 novembre gli emendamenti al Jobs Act, il disegno di legge delega in materia di riforma degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro.
Il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi entro 6 mesi per rendere operativa il nuovo quadro normativo.
Numerosi gli interventi sull’ASpI, vediamo quali.

Gli strumenti a tutela della disoccupazione
Viene introdotta una modifica dell’ASpI e un’eventuale ulteriore prestazione (dopo la fruizione dell’ASpI) destinata a lavoratori in stato di disagio economico e in disoccupazione.
In particolare è prevista:

  • la rimodulazione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari e ai trattamenti brevi, rapportando la durata dei trattamenti alla pregressa storia contributiva del lavoratore (quindi si avrà probabilmente un superamento della differenza tra ASpI e Mini-ASpI);
  • l’incremento della durata massima per i lavoratori con carriere contributive più rilevanti (anche in relazione al fatto che l’indennità di mobilità scomparirà dal 2017);
  • l’estensione dell’ASpI ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (con l’esclusione degli amministratori e dei sindaci), mediante l’abrogazione degli attuali strumenti di sostegno del reddito relativi a tali soggetti (quindi non sarà più erogata l’indennità “Una Tantum cococo”);
  • l’eventuale modifica delle modalità di accreditamento dei contributi ed il principio di “automaticità delle prestazioni”. Il principio, sancito dall’articolo 2116 del codice civile con riferimento ai lavoratori dipendenti, stabilisce che le prestazioni spettano al lavoratore anche quando i contributi dovuti non siano stati effettivamente versati. Esso invece non è al momento applicabile ai collaboratori, con la conseguenza che, nel caso in cui il committente non versi la contribuzione, al collaboratore non viene riconosciuta alcuna prestazione. In relazione a questa modifica (che si ritiene sia prevista in relazione ai collaboratori e non invece ai professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps), è programmato un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite;
  • l’introduzione di limiti massimi relativi alla contribuzione figurativa;
  • l’eventuale introduzione, dopo la fruizione dell’ASpI, di una ulteriore prestazione, eventualmente priva di copertura pensionistica figurativa, limitata ai lavoratori, in disoccupazione involontaria, che presentino valori ridotti dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Tale copertura richiede obblighi di partecipazione alle iniziative di attivazione proposte dai servizi competenti.

Sono contestualmente previsti principi relativi al c.d. “obbligo di attivazione dei beneficiari di strumenti di sostegno al reddito”, mediante:

  • l’individuazione di meccanismi che garantiscano un coinvolgimento attivo del soggetto beneficiario dei trattamenti al fine di favorirne l’attività a beneficio delle comunità locali, tenuto conto della finalità di incentivare la ricerca attiva di una nuova occupazione secondo percorsi personalizzati, senza determinare aspettative di accesso agevolato alle pubbliche amministrazioni;
  • l’adeguamento delle sanzioni e delle relative modalità di applicazione, secondo criteri oggettivi ed uniformi, nei confronti del lavoratore beneficiario di sostegno al reddito che non si renda disponibile ad una nuova occupazione, a programmi di formazione o alle attività a beneficio di comunità locali.

È inoltre prevista l’istituzione di una “Agenzia nazionale per l’occupazione” con competenze gestionali in materia di servizi per l’impiego, politiche attive e ASpI. A questo proposito dovranno essere progettati meccanismi di raccordo tra l’Agenzia e l’Inps e con gli enti che, a livello centrale e territoriale, esercitano competenze in materia di incentivi all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità.

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