Fisco

L’IVA per le cartelle esattoriali non pesa sul contribuente

L’IVA per le cartelle esattoriali non pesa sul contribuente
Il versamento dell’aggio da parte del contribuente/debitore all’agente della riscossione costituisce una mera movimentazione finanziaria, non rilevante agli effetti dell’IVA, mentre il momento di effettuazione dell’operazione rilevante ai fini IVA (servizio di riscossione) coincide con il riversamento delle somme riscosse da parte dell’agente della riscossione all’ente titolare del credito. Al momento del riversamento all’ente creditore, infatti, l’agente della riscossione trattiene il proprio compenso ed emette fattura nei confronti dell’ente, con addebito dell’IVA relativa all’aggio complessivamente spettante, al lordo della quota a carico del debitore moroso. Pertanto, l’aggio a carico del contribuente/debitore non risulta gravato da IVA

Non rileva agli effetti dell’IVA il versamento dell’aggio da parte del contribuente/debitore all’agente della riscossione, in quanto costituisce una mera movimentazione finanziaria. Indicazioni sul regime IVA degli aggi applicati sulle attività di riscossione dei tributi sono arrivate nel corso del question time, in risposta all’interrogazione n. 5-04205.
L’art. 10, comma 1, n. 5, del decreto IVA, introdotto dal D.L. n. 179/2012, prevede, nella sua nuova formulazione, l’esenzione IVA “per le operazioni relative ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti, a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende ed istituti di credito”, e non contempla più l’esenzione per le operazioni relative alla riscossione dei tributi.
Il regime di esenzione continua ad applicarsi oggettivamente a tutti i corrispettivi percepiti per le operazioni di pagamento, ossia per i servizi caratterizzati da un mero transito di mezzi finanziari (destinati al pagamento delle imposte o di altri tipi di entrate), per i quali il contribuente può alternativamente rivolgersi ad una banca, ad un Agente di riscossione ovvero ad un altro soggetto autorizzato, e quindi, a prescindere dal soggetto che rende il servizio.
A decorrere dal 20 ottobre 2012 è, invece, imponibile ai fini dell’IVA, sia l’aggio relativo all’attività di riscossione coattiva, sia l’aggio o il compenso relativo all’attività di riscossione spontanea di entrate, tributarie e patrimoniali, di enti pubblici, anche territoriali, e di enti privati.
Dal punto di vista operativo, all’Agente della riscossione, ad oggi, spetta in sostanza un aggio pari al 9,76% delle somme riscosse (8% + 22% a titolo di IVA), che:

  • in caso di pagamento entro 60 giorni è a carico del contribuente nella misura del 4,65% e del 5,11% a carico dell’ente;
  • in caso di pagamento post 60 giorni è a carico del contribuente nella misura dell’8% e dell’1,76% a carico dell’ente.

Il versamento dell’aggio da parte del contribuente/debitore all’agente della riscossione costituisce una mera movimentazione finanziaria, non rilevante agli effetti dell’IVA, mentre il momento di effettuazione dell’operazione rilevante ai fini IVA (servizio di riscossione) coincide con il riversamento delle somme riscosse da parte dell’agente della riscossione all’ente titolare del credito.
Al momento del riversamento all’ente creditore, infatti, l’agente della riscossione trattiene il proprio compenso e, conseguentemente, emette fattura nei confronti dell’ente medesimo, con addebito dell’IVA relativa all’aggio complessivamente spettante, al lordo della quota a carico del debitore moroso.
È evidente, pertanto, che l’aggio a carico del contribuente/debitore non risulta gravato da IVA.
Per quanto riguarda gli adempimenti IVA, gli Agenti di riscossione liquidano trimestralmente l’imposta a debito, sulla base dei corrispettivi annotati ai sensi dell’art. 24, D.P.R. n. 633/1972.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *