Fisco

Iva, inevitabile l’aumento da martedì

A meno di sorprese dell'ultima ora, martedì 1° ottobre l'aliquota Iva del 21% salirà a quota 22 per cento
A meno di sorprese dell’ultima ora, martedì 1° ottobre l’aliquota Iva del 21% salirà a quota 22 per cento

A meno di sorprese dell’ultima ora, martedì 1° ottobre l’aliquota Iva del 21% salirà a quota 22 per cento. I venti di crisi hanno risucchiato il decreto legge preparato dal Ministero dell’Economia per posticipare di altri tre mesi (a fine anno) il balzello fiscale sui consumi già più volte rinviato. Il testo non è stato infatti esaminato nel tumultuoso Consiglio dei Ministri di venerdì sera per la decisione del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, di bloccare qualsiasi provvedimento economico e di procedere prioritariamente con un chiarimento politico in Parlamento per verificare la tenuta della “strana maggioranza”.

Un chiarimento che dovrebbe avvenire martedì 1° ottobre azzerando così i residui margini per un via libera al decreto sul filo di lana (lunedì), chiesto ancora ieri dal Pdl. Che è stato però accusato dal Pd di aver reso «inevitabile» l’aumento dell’Iva, come ha ripetuto ieri anche il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. Un aumento che colpirà una vasta gamma di beni e servizi: dai gioielli ai detersivi per lavare i piatti, dai vestiti alle attrezzature sportive, dai televisori alle attività di divertimento fino ai professionisti.

Il prolungamento della sterilizzazione dell’aliquota del 21% non sarebbe stato comunque a costo zero. Per recuperare il miliardo o poco più necessario per lo stop di altri tre mesi l’Economia aveva azionato sempre la leva fiscale ricorrendo a un aumento delle accise sulla benzina di 2 centesimi (2,5 dal 2014) e degli acconti Ires e Irap di novembre sulle società di capitali dal 101 al 103 per cento. A questo punto resta da capire se scatterà la mini-riforma, con la ricalibratura dei beni e servizi del paniere tra le tre aliquote Iva in vigore, annunciata dal Governo Letta che sarebbe dovuta scattare con la prossima legge di stabilità.

Dagli abiti all’mp3, ecco i beni a rischio aumento Iva. Il possibile aumento dell’aliquota ordinaria Iva dal 21 al 22%, a partire da martedì 1° ottobre, colpisce una platea molto vasta di consumi. Qui diamo un ridotto elenco di beni e servizi di uso più comune che potranno essere colpiti dall’aumento. Va invece ricordato che sono invece soggetti alle aliquote Iva ridotte i beni e i servizi di particolare utilità sociale, come i prodotti alimentari di maggior consumo (latte, pane, cereali, frutta, ortaggi, carne), i medicinali, le case di abitazione, le prestazioni alberghiere, le erogazioni di acqua e quelle di energia elettrica per uso domestico. Per queste categorie di beni non è previsto alcun aumento Iva.

LA CAVALCATA DELL’Iva IN ITALIA

La cavalcata dell'IVA in Italia

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