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IVA al 10% sugli interventi di manutenzione: come calcolare il valore dei beni significativi

IVA al 10% sugli interventi di manutenzione: come calcolare il valore dei beni significativi
Il valore dei beni significativi, rilevanti ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva agevolata sugli interventi di manutenzione degli immobili abitativi, deve tener conto di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata

Con la risoluzione n. 25/E del 6 marzo 2015, l’Agenzia delle Entrate ha risposto a un’istanza di interpello in cui si chiedeva di definire il perimetro di applicazione dell’aliquota Iva ridotta (nella misura del 10%) agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di immobili abitativi, nel caso in cui le prestazioni di servizi comportino la fornitura di “beni significativi”, individuati nell’elenco contenuto nel D.M. 29 dicembre 1999.

L’ISTANZA DI INTERPELLO
In particolare, la società ha posto il problema di come determinare il valore dei beni significativi nel caso di imprese artigiane che, sulla base di contratti di appalto commissionati dagli utenti finali, producono infissi su misura per poi installarli.
Nello specifico, la società ha prospettato tre possibili diverse soluzioni:

  1. considerare solo la materia prima utilizzata dal produttore;
  2. considerare anche gli altri oneri di produzione, come il costo del lavoro degli addetti alla produzione;
  3. assoggettare ad aliquota ridotta l’intero valore della prestazione, considerando irrilevante il valore del bene significativo.

IL PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate rileva che, sia nel caso in cui le operazioni poste in essere siano riconducibili a un contratto di cessione con posa in opera sia nel caso in cui siano riconducibili a un contratto di appalto, ai fini dell’individuazione dell’aliquota Iva applicabile, la fornitura degli infissi rileva come fornitura di beni significativi. Pertanto, in entrambe le ipotesi, l’aliquota Iva agevolata è applicabile al valore degli infissi costruiti dall’azienda installatrice entro i limiti previsti per i “beni significativi”.

Il valore dei suddetti “beni significativi”, proseguono le Entrate, deve essere determinato in base ai principi di carattere generale che disciplinano l’Iva, non contenendo la norma agevolativa alcuna previsione in ordine alla quantificazione dell’imponibile.
In particolare, come precisato nella circolare del 7 aprile 2000, n. 71/E, “assume rilievo l’art. 13 del DPR n. 633/1972, in base al quale la base imponibile è costituita dall’ammontare dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore secondo le condizioni contrattuali. Come valore dei beni elencati nel decreto ministeriale 29 dicembre 1999 deve quindi essere assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti nell’esercizio della loro autonomia privata”.

In definitiva, conclude la risoluzione, il suddetto valore, pur nel rispetto dell’autonomia contrattuale della parti, deve tener conto di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei suddetti beni significativi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi.

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 25/E/2015

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