Italia

Italiani in fuga: è record di emigranti. Come scegliere la meta ideale

Da una analisi condotta da Coldiretti/Ixé su un rapporto dell'Istat dei flussi migratori emerge che almeno 1 giovane su 2 è disposto ad espatriare per motivi di lavoro
Il 2013 è stato l’anno record della fuga degli italiani all’estero: le cancellazioni di residenza sono aumentate del 21%. Ecco i parametri per scegliere la giusta destinazione, con un biglietto di andata e, si spera, di ritorno

Non si arresta l’emorragia di chi sceglie di andare all’estero a vivere e a lavorare. Da una analisi condotta da Coldiretti/Ixé su un rapporto dell’Istat dei flussi migratori emerge che almeno 1 giovane su 2 è disposto ad espatriare per motivi di lavoro.
L’indagine Istat sulle migrazioni evidenzia anche che il 2013 è stato l’anno record della fuga degli italiani all’estero (le cancellazioni di residenza sono aumentate del 21%).
Secondo l’Istituto statistico, le principali mete di destinazione per gli italiani sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera e la Francia. Nel loro insieme questi paesi accolgono oltre la metà dei flussi in uscita. Fra i giovani emigranti con più di 24 anni di età, il 30% possiede una laurea e la meta preferita resta senz’altro il Regno Unito. Si tratta di una scelta che richiede attente valutazioni. Per scegliere la giusta destinazione è opportuno tenere in considerazione quattro parametri fondamentali.

Il primo parametro è il Pil pro-capite del paese di destinazione. La ragione è semplice: nessuno vuole emigrare in una nazione povera.
Il secondo parametro è il rapporto debito/Pil. Un indicatore importante perché suggerisce se il paese continuerà a essere ricco nel medio periodo.
Il terzo criterio da considerare è l’indice di “efficienza” del sistema economico, cioè quanto sia facile “fare business” in quel Paese in base al “business freedom index” compilato dalla Heritage Foundation, che tiene conto della facilità di aprire e chiudere un’attività.
Il quarto criterio concerne i valori dei cittadini del paese di destinazione, con riferimento alla loro apertura all’immigrazione. A questo scopo viene utilizzata la World Value Survey, una indagine campionaria di carattere sociologico.
A conti fatti, ecco le mete più appetibili.

1) QATAR Inevitabile, vista la concentrazione di investimenti, il basso debito pubblico ed il pil pro-capite fra i più alti al mondo grazie al petrolio. Tuttavia, l’indice di accettazione degli immigrati in Qatar (0,54) è uno dei più bassi del campione (la media è 0,754).
2) AUSTRALIA L’Australia risulta una destinazione molto appetibile rispetto a tutti i parametri considerati, con alta accettazione degli immigrati (0,89), alta libertà economica e basso debito pubblico.
3) SVEZIA Il modello scandinavo ottiene un ottimo piazzamento con la Svezia, caratterizzata da elevato Pil pro-capite, altissima accettazione degli immigrati (0,96) e buona libertà economica.
5) SINGAPORE Per quanto riguarda l’Asia, Singapore primeggia per Pil e, soprattutto, libertà economica (l’indice è 89,4, il più alto del nostro campione). Tuttavia, l’indice di accettazione è solo di 0,64 e preoccupa il rapporto debito/Pil al 105%.
6) STATI UNITI D’AMERICA Gli Stati Uniti si confermano una delle migliori destinazioni; è interessante notare che il loro indice di libertà economica (75,5) non è molto lontano da quello svedese (73,1).
7) OLANDA L’Olanda si colloca come la migliore destinazione in Europa centrale grazie a un buon punteggio in tutti i parametri considerati.
8) GERMANIA Indici quasi sovrapponibili a quelli olandesi, ne fanno la seconda meta europea più ‘conveniente’.
9) NUOVA ZELANDA La Nuova Zelanda ha indicatori sovrapponibili all’Australia, a parte il Pil pro-capite (40.842 dollari contro 67.468).
10) TAIWAN Non ha gli stessi indicatori di Singapore, ma è forse una destinazione più sicura nel lungo periodo; garantisce infatti alta accettazione (0,8) e un debito pari al 38,9% del Pil.

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