Lavoro

ISEE, ecco cosa bisogna sapere

ISEE, ecco cosa bisogna sapere
Alcune risposte alle domande più frequenti in tema di ISEE e DSU

Dall’1 gennaio 2015 è in vigore la riforma del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), necessario alla fruizione di prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolati. Il calcolo dell’ISEE è effettuato, a richiesta del cittadino, direttamente dall’INPS, sulla base delle informazioni disponibili presso l’Anagrafe tributaria e di quanto dichiarato dal richiedente nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).

I parametri di valutazione del reddito delle famiglie italiane attribuiscono maggior rilevanza al patrimonio mobiliare ed immobiliare, mentre sono aumentate le riduzioni in favore delle famiglie numerose e sono entrati nella base di calcolo alcuni redditi esenti e/o soggetti ad imposta sostitutiva.

In caso di possesso di carte di credito ricaricabili cui è associato un codice IBAN (cd. “carte conto”), il relativo saldo al 31 dicembre dell’anno precedente e la giacenza media vanno riportati nel quadro FC2.

La Carta Acquisti riconosciuta dall’INPS invece, rientrando tra i trattamenti erogati dall’Istituto che li utilizzerà direttamente per il calcolo dell’indicatore, non deve essere inserita in DSU.

Per i mutui sospesi, non va verificato l’eventuale pagamento delle rate, poiché l’unico dato rilevante ai fini ISEE è il debito residuo al 31 dicembre dell’anno precedente.

Nel calcolo del patrimonio immobiliare, si terrà conto del valore dell’immobile di proprietà utilizzato per il conteggio dell’IMU, sensibilmente più elevato di quello Ici fino ad oggi in uso. Continua a considerarsi patrimonio esclusivamente la quota di valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere, mentre viene previsto un trattamento particolare in favore della “prima casa”: il valore IMU è calcolato al netto del mutuo e di una franchigia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo; Il valore residuo dell’abitazione, così calcolato, viene abbattuto a due terzi.

I beni immobili pignorati e destinati alla vendita all’asta, se non ancora venduti, vanno inseriti ai fini ISEE in quanto sono sottratti alla libera disponibilità del proprietario ma restano comunque beni di proprietà di questi ultimi, anche a prescindere dall’effettivo possesso degli stessi.

I fabbricati inagibili, esenti ai fini IMU, vanno comunque dichiarati in DSU, con riferimento ai valori inseriti nella rendita catastale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *