Lavoro

ISEE corrente possibile anche in caso di dimissioni

ISEE corrente possibile anche in caso di dimissioni
Il legislatore volontariamente fa riferimento alla possibilità di utilizzare l’ISEE corrente nel caso in cui “sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro, una sospensione dell’attività lavorativa, o una riduzione della stessa”, non specificando se possa essere una risoluzione volontaria (ad esempio per dimissioni) o involontaria (ad esempio per licenziamento)

Si può ricorrere all’ISEE corrente anche nel caso di dimissioni del lavoratore. Il legislatore volontariamente fa riferimento alla possibilità di utilizzare l’ISEE corrente nel caso in cui “sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro, una sospensione dell’attività lavorativa, o una riduzione della stessa”, non specificando se possa essere una risoluzione volontaria (ad esempio per dimissioni) o involontaria (ad esempio per licenziamento). Il Ministero del Lavoro e l’INPS rispondono sul nuovo ISEE 2015, pubblicando le FAQ aggiornate.

In particolare è stato posto un quesito sulla corretta interpretazione dell’art. 9, comma 1, lett a), del D.P.C.M. 159/2013, che prevede, per il lavoratore a tempo indeterminato, la possibilità di utilizzare l’ISEE corrente nel caso in cui “sia intervenuta una risoluzione del rapporto di lavoro, una sospensione dell’attività lavorativa, o una riduzione della stessa”. Il legislatore non chiarisce se possa essere una risoluzione volontaria (ad esempio per dimissioni) o involontaria (ad esempio per licenziamento).

A tal riguardo il Ministero del Lavoro e l’INPS rispondono che il legislatore non ha volutamente precisato nulla in merito alla risoluzione del rapporto di lavoro, ne consegue che si può ricorrere all’ISEE corrente anche nel caso di dimissioni del lavoratore.
L’appartenenza al nucleo fiscale va verificata sul nucleo familiare di residenza anche nel caso dei coniugi legalmente separati con sentenza/divorziati che per vari motivi mantengono ancora la stessa residenza. I due ex coniugi separati/divorziati che mantengono la residenza possono richiedere al Comune la scissione del nucleo d’origine in due distinti. Se il Comune valuterà l’inesistenza dei vincoli previsti per la famiglia anagrafica provvederà a separare i due nuclei pur “vivendo nella stesa abitazione”.

Infine, spiegano il Ministero del Lavoro e l’INPS, ogni qualvolta il titolare della DSU dichiara di non aver presentato la Dichiarazioni dei Redditi deve essere obbligatoriamente compilato il quadro FC8. Se l’INPS, interrogando l’Agenzia delle Entrate accerta l’esistenza della presenza di una Dichiarazione dei Redditi e non segnala la difformità, in quanto per il calcolo dell’indicatore ISEE, il dato proveniente dall’Agenzia delle Entrate ha sempre prevalenza su quello dichiarato dal titolare.

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