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IRAP: ritorno alle aliquote “ordinarie”

IRAP: ritorno alle aliquote “ordinarie”
In materia di IRAP la legge di Stabilità per il 2015 abroga, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, le disposizioni che hanno ridotto le aliquote IRAP per tutti i settori produttivi. Restano salvi gli effetti del decreto IRPEF (D.L. n. 66/2014), ai fini della determinazione dell’acconto IRAP, relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, secondo il metodo previsionale (cioè calcolando l’acconto stimando un minor carico fiscale, in tal caso stimando una minore aliquota)

Nell’introdurre importanti novità in materia di IRAP disponendo la integrale deducibilità del costo dei dipendenti a tempo indeterminato, la legge di Stabilità 2015 dispone altresì (art. 1, commi 22 e 23) l’abrogazione delle aliquote ridotte IRAP: di conseguenza, già a decorrere dal 2014, tornano le aliquote “ordinarie”.

In particolare il comma 22 abroga – a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 – le disposizioni contenute nel c.d. decreto IRPEF (D.L. n. 66/2014) che avevano abbassato le aliquote IRAP, per tutti i settori produttivi.
La disposizione, introdotta dalla legge di Stabilità 2015, è già operativa relativamente al periodo di imposta 2014; di conseguenza, salva la determinazione dell’acconto IRAP 2014, sono ripristinate le precedenti, più alte, misure di aliquota dell’imposta:

  • l’aliquota ordinaria IRAP applicabile, in via generale, dai soggetti passivi torna ad essere al 3,9% (in luogo del 3,5%) dal 1° gennaio 2015;
  • viene innalzata dal 3,80% al 4,20% l’aliquota applicata da parte di società di capitali ed enti commerciali titolari di concessioni per la gestione di servizi e opere pubbliche, diverse da quelle aventi ad oggetto la costruzione e la gestione di autostrade e trafori;
  • è ripristinata dal 4,20 al 4,65% l’aliquota applicata dalle banche e dagli altri soggetti finanziari che determinano il valore della produzione, ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 446 del 1997;
  • aumenta dal 5,30 al 5,90% l’aliquota applicata dalle imprese di assicurazione;
  • torna dall’1,70 all’1,9% l’aliquota prevista ai fini della determinazione del tributo da parte dei soggetti che operano nel settore agricolo e per le cooperative di piccola pesca e loro consorzi.

Validi i minori versamenti effettuati
Il comma 23 dell’art. 1 della legge di Stabilità 2015 fa espressamente salvi gli effetti del c.d. decreto IRPEF, ai fini della determinazione dell’acconto IRAP, relativo al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, secondo il c.d. metodo previsionale (cioè calcolando l’acconto stimando un minor carico fiscale, in tal caso stimando una minore aliquota).
Resta dunque fermo (art. 2, comma 2, del D.L. n. 66/2014) che, in sede di determinazione dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 con il metodo previsionale, in luogo delle aliquote novellate, si applicano le aliquote ridotte (intermedie) come segue:

  • l’aliquota applicabile in via ordinaria dalla generalità dei soggetti passivi è pari al 3,75%;
  • l’aliquota applicabile da società di capitali ed enti commerciali titolari di concessioni per la gestione di servizi e opere pubbliche è pari al 4,00%;
  • l’aliquota applicabile da banche e altri soggetti finanziari è pari al 4,50%;
  • l’aliquota applicabile da imprese di assicurazione è pari al 5,70%;
  • l’aliquota applicabile da soggetti che operano nel settore agricolo e cooperative di piccola pesca e loro consorzi è pari all’1,80%.

Per effetto di tale comma il legislatore ha, quindi, salvaguardato i soggetti che hanno versato l’acconto IRAP, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, secondo il criterio previsionale e, cioè, calcolando le minori aliquote “intermedie”, di cui al decreto IRPEF: vengono a tale proposito fatti salvi gli effetti prodotti dalle disposizioni di riduzione delle aliquote.
Il recupero della minore imposta versata a titolo di acconto IRAP, calcolato in ragione delle suindicate minori aliquote, avverrà in sede di saldo relativo al suddetto periodo d’imposta.

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