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L’INPS rivuole indietro un centesimo da un pensionato. Ma “può pagarlo a rate”

L'INPS ha inviato una cartella esattoriale in cui chiede 1 centesimo di euro ad un pensionato. Per farlo ha speso 5 euro di raccomandata
L’INPS ha inviato una cartella esattoriale in cui chiede 1 centesimo di euro ad un pensionato. Per farlo ha speso 5 euro di raccomandata

L’INPS ha inviato una cartella esattoriale in cui chiede 1 centesimo di euro ad un pensionato. Per farlo ha speso 5 euro di raccomandata. Basterebbero queste poche righe per spiegare tutte le contraddizioni che caratterizzano la richiesta che l’ente previdenziale italiano ha avanzato nei confronti di Emilio Casali, 84 enne di Riccione. Come spiega il Resto del Carlino, il pensionato avrebbe percepito un centesimo in eccesso tra il 1 gennaio 1996 e il 31 dicembre 2000. Ora l’INPS rivuole indietro quei soldi. La “consolazione”, che a ben vedere sembra più una beffa, è la modalità di pagamento: un modulo prestampato dell’ente che prevede la rateizzazione dell’importo.

Quando Casali si è visto recapitare la raccomandata col bollettino di pagamento ha pensato ad uno scherzo. Il fatto è che la busta riportava chiaramente il simbolo dell’INPS: “Non volevo credere ai miei occhi – dice Casali al quotidiano bolognese -. Non riuscivo a capire, mi sembrava assurdo. E poi quella cifra, 0,01 euro percepiti in cinque anni. Per un attimo ho pensato che ci fosse dietro dell’altro”. Come riporta la lettera il motivo è che in quei cinque anni “sono state corrisposte quote di pensione non spettanti, in quanto l’ammontare dei redditi personali è superiore ai limiti previsti dalla legge”.

Niente paura comunque. Casali potrà saldare il suo debito entro il 14 novembre. E in ogni caso entro trenta giorni dal recapito della lettera, potrà recarsi all’INPS “per verificare la possibilità di rateizzare il rimborso”. Il fatto è che anche dopo quella data il pensionato non pagherà. A tal proposito è il figlio di Emilio, Claudio Casali, che si sfoga così “Al momento non paghiamo, stiamo a vedere cosa succederà dopo la scadenza, ossia il 14 novembre, poi decideremo il da farsi, magari sceglieremo di rateizzare l’importo. Se incorriamo negli interessi di mora vedremo come faranno a calcolarli”. E rincara la dose: “Quello che è successo a mio padre è un’assurdità. Mi chiedo se l’Italia può essere considerata un Paese con un futuro, se spende 5 euro per la raccomandata, più i soldi della carta e quelli per l’impostazione della pratica che ha impegnato i dipendenti”.

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