Diritto

Infortuni sul lavoro, contrazione dei redditi da provare separatamente

Infortuni sul lavoro, contrazione dei redditi da provare separatamente
Negli infortuni sul lavoro, il danno alla capacità lavorativa specifica, da cui può dipendere una contrazione del reddito, va sempre provato separatamente senza dunque che vi sia alcun automatismo rispetto alla accertata menomazione della capacità lavorativa generica

Fra lesione della salute e diminuzione della capacità di guadagno non sussiste alcun rigido automatismo. Ne consegue che in presenza di una lesione della salute, anche di non modesta entità, non può ritenersi ridotta in egual misura la capacità di produrre reddito, ma il soggetto leso ha sempre l’onere di allegare e provare, anche mediante presunzioni, che l’invalidità permanente abbia inciso sulla capacità di guadagno. Lo ha ribadito il Tribunale di Firenze con la sentenza n. 67 del 20 gennaio 2015.

IL FATTO
Un lavoratore aveva subito un infortunio sul lavoro, quando si trovava al lavoro alla macchina scorniciatrice, subendo una semiimputazione del braccio destro per mancato funzionamento dei dispositivi di autofrenatura.
Chiedeva quindi al Tribunale di accertare e dichiarare l’esclusiva responsabilità della s.n.c. presso la quale lavorava nella causazione dell’infortunio da lui subito, dichiarando altresì la medesima ditta tenuta al pagamento nei suoi confronti dell’importo di euro 442.117,40, o della diversa somma di giustizia, anche a seguito di Ctu medico – legale, e comunque ritenuta di giustizia secondo il prudente apprezzamento del giudice, oltre interessi e rivalutazione monetaria.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI FIRENZE
Il Tribunale, richiamata anche la sentenza di condanna dell’imprenditore in sede penale, ha ritenuto provato il malfunzionamento della macchina e l’assenza di qualsivoglia condotta imprudente da parte del lavoratore. Stimando un danno biologoco permanente del 55%, ed una inabilità temporanea di 155 giorni, per un risarcimento totale di 558mila euro, da cui però doveva scomputarsi la rendita Inail capitalizzata e l’acconto già pagato, residuando 149mila euro.

Quanto al danno alla capacità lavorativa specifica, il Tribunale ha osservato come tale danno sia distinto e diverso dal danno alla capacità lavorativa generica: mentre questo consiste nella sopravvenuta inidoneità del soggetto danneggiato allo svolgimento delle attività lavorative che, in base alle condizioni fisiche, alla preparazione professionale e culturale, sarebbe stato in grado di svolgere (ed è pertanto riconducibile nella sfera del danno biologico), il danno alla capacità lavorativa specifica si riflette sul piano reddituale. In sostanza, esso consiste nella contrazione dei redditi subita dall’infortunato che non è più in grado di percepire quel reddito o di aspirare alla percezione di quel reddito, circostanza che vanno tutte allegate e dimostrate, non sussistendo automatismi di sorta.

In particolare, si è ritenuto che “fra lesione della salute e diminuzione della capacità di guadagno non sussiste alcun rigido automatismo. Ne consegue che in presenza di una lesione della salute, anche di non modesta entità, non può ritenersi ridotta in egual misura la capacità di produrre reddito, ma il soggetto leso ha sempre l’onere di allegare e provare, anche mediante presunzioni, che l’invalidità permanente abbia inciso sulla capacità di guadagno”.

Nella specie, il lavoratore non aveva provato in che termini l’invalidità avesse inciso sulla sua capacità di guadagno, limitandosi a calcolare il danno facendo riferimento al periodo non lavorato dal luglio 2008 al settembre 2010, alla luce delle risultanze delle buste paga e delle dichiarazioni dei redditi.
In realtà – precisa il Tribunale – il ricorrente avrebbe dovuto provare l’effettiva contrazione di reddito, costituito dalla differenza tra quanto percepiva e quanto avrebbe potuto percepire svolgendo altro lavoro.

Fra lesione della salute e diminuzione della capacità di guadagno non sussiste alcun rigido automatismo. Ne consegue che in presenza di una lesione della salute, anche di non modesta entità, non può ritenersi ridotta in egual misura la capacità di produrre reddito, ma il soggetto leso ha sempre l’onere di allegare e provare, anche mediante presunzioni, che l’invalidità permanente abbia inciso sulla capacità di guadagno.
Tribunale di Firenze – Sentenza N. 67/2015

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