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I commercianti rifiutano l’incremento dell’Iva

I commercianti rifiutano l'incremento dell'Iva
Doccia fredda per milioni di contribuenti italiani: da Martedì 1° ottobre l’aliquota Iva è passata dal 21 al 22%, ma i commercianti decidono di non applicarla

Doccia fredda per milioni di contribuenti italiani: da Martedì 1° ottobre l’aliquota Iva è passata dal 21 al 22%, una misura quasi inaspettata a seguito della crisi tra il Governo guidato da Enrico Letta ed il PDL. Una misura ancora più inaspettata per i commercianti ed i negozianti, che nel giro di qualche giorno si sono visti costretti a rivedere l’intero listino prezzi esposto al pubblico dei propri prodotti, con corse in affanno e problemi di ogni genere.

Molti negozianti e commercianti, comunque, hanno deciso di assorbire l’aumento Iva facendosi carico personalmente della maggiore aliquota, per non incidere ulteriormente sul bilancio già disastrato delle famiglie italiane.

Esselunga, Coop ed Ikea, ad esempio, hanno detto no all’aumento dell’Iva congelando i prezzi e schierandosi dalla parte di consumatori e famiglie.

In una nota del gruppo Esselunga si legge che questo “è solo l’ultimo di una serie di forti pressioni economiche che ricadono sulle famiglie, alle quali Esselunga ha da sempre risposto ritardandone e limitandone l’applicazione, come ad esempio per gli aumenti subiti nel 2012 da parte del mondo della produzione, al fine di salvaguardare il potere d’acquisto dei clienti.
Coerentemente con tale politica e consapevole delle difficoltà che i propri clienti stanno attraversando – conclude – Esselunga ha deciso di non riversare su di loro neppure questo aumento dell’Iva, come in occasione di analoga situazione registrata a settembre del 2011“.

Esselunga precisa poi nella nota che il blocco dell’aumento dell’aliquota Iva riguarderà il 30% dei propri prodotti, coerentemente con la politica intrapresa a sostegno dei redditi delle famiglia italiane.

In tal senso, una ulteriore collaborazione arriva anche da parte di Coop, la quale afferma che “opererà per limitare gli effetti dell’aumento Iva e chiederà ai propri fornitori di collaborare al medesimo obiettivo nell’interesse delle famiglie italiane“.

Anche Ikea segue la stessa politica, resa nota attraverso il suo Amministratore Delegato, Lars Petersson, il quale afferma che “il passaggio dell’imposta dal 21% al 22% non avrà impatto sul prezzo dei prodotti Ikea” e che “si tratta di un impegno notevole che ricambia, nei fatti, la fiducia che quotidianamente un gran numero di persone dimostrano visitando i nostri negozi“.

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