Lavoro

Incentivo alle assunzioni: un contributo, non un’agevolazione contributiva

Incentivo alle assunzioni: un contributo, non un’agevolazione contributiva
La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza la natura dell’incentivo alle assunzione di giovani fino a 29 anni di età, mettendo in rilievo alcune criticità interpretative della circolare applicativa dell’INPS

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza, con la circolare n. 14 del 30/10/2013, la natura dell’incentivo alle assunzione di giovani fino a 29 anni di età, mettendo in rilievo alcune criticità interpretative della circolare applicativa dell’INPS.

Viene posto a confronto il dettato normativo del Decreto Lavoro (D.L. n. 76/2013) e il passaggio amministrativo della circolare attuativa dell’#INPS (circolare INPS n. 131/2013, punto 6, coordinamento con altri incentivi).

Il testo normativo, evidenzia la Fondazione Studi, parla chiaramente di un incentivo alle assunzioni, commisurato alla retribuzione dovuta al lavoratore e di importo massimo pari a € 650,00. Tale incentivo può essere assimilato ad un contributo erogato per l’occupazione stabile di lavoratori ricadenti in una determinata fascia di età e di situazione personale.

L’INPS, nell’impartire le istruzioni operative, prevede – ad avviso della Fondazione – però ulteriori paletti non riscontrabili nel dettato normativo.

Infatti, l’Istituto interpreta tale incentivo quale agevolazione contributiva, prevedendo, quindi, che la stessa non possa essere applicata in misura superiore alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro per il lavoratore.

Tale interpretazione estensiva della norma non trova conforto nel dettato normativo, ma avrebbe trovato il proprio fondamento su una differente stesura normativa come, ad esempio, “l’incentivo è applicabile fino a concorrenza dei contributi dovuti”. La stesura adottata, invece, porta ad avere, a latere della contribuzione dovuta per il lavoratore – sia questa ordinaria che agevolata – un incentivo che si muoverà su binari autonomi.

La contribuzione dovuta dall’azienda, stante la ratio sott’intesa, non potrà mai essere negativa, anche a seguito del riconoscimento di un’agevolazione, la stessa potrà, al massimo, portare ad azzerare la contribuzione. L’incentivo in analisi è invece – utilizzando una terminologia già nota al Ministero (si veda circolare n. 5/2008 Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale) – “una riduzione dell’onere economico patrimoniale” in senso più ampio, non contingentata all’onere contributivo maturato mensilmente in capo al datore di lavoro.

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Circolare N. 14/2013

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