Lavoro

INAIL: periodi di praticantato esclusi dall’obbligo assicurativo

INAIL: periodi di praticantato esclusi dall'obbligo assicurativo
I periodi di pratica e i tirocini per l’accesso alle professioni sono esclusi dall’obbligo assicurativo INAIL, salva l’ipotesi in cui il praticante, oltre a svolgere la pratica presso lo studio del professionista, esegua lavorazioni rischiose in esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato vero e proprio o di un rapporto di lavoro parasubordinato per conto del professionista oppure partecipi alla formazione professionale organizzata da ordini o collegi, associazioni di iscritti e da altri soggetti, trovandosi esposto, in qualità di allievo di un corso di qualificazione o di addestramento professionale, ad un rischio specifico connesso alle esperienze od alle esercitazioni pratiche o di lavoro

I periodi di pratica e i tirocini per l’accesso alle professioni sono esclusi dall’obbligo assicurativo INAIL, salva l’ipotesi in cui il praticante, oltre a svolgere la pratica presso lo studio del professionista, esegua lavorazioni rischiose in esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato vero e proprio o di un rapporto di lavoro parasubordinato per conto del professionista oppure partecipi alla formazione professionale organizzata da ordini o collegi, associazioni di iscritti e da altri soggetti, trovandosi esposto, in qualità di allievo di un corso di qualificazione o di addestramento professionale, ad un rischio specifico connesso alle esperienze od alle esercitazioni pratiche o di lavoro.

E’ quanto stabilito dall’Inail con la circolare n. 16 del 4 marzo 2014.

L’approvazione, in data 24 gennaio 2013, delle Linee guida in materia di tirocini nell’ambito dell’accordo della Conferenza unificata Stato/Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano e il susseguirsi delle discipline regionali in materia pongono l’esigenza di dettare uniformi indirizzi alle sedi, specie con riferimento alla vigenza o meno della disciplina prevista dall’art. 3 del D.M. n. 142/1998 contenente il regolamento di attuazione dell’art. 18 della legge n. 196/1997 in tema di classificazione tariffaria e retribuzione imponibile ai fini del calcolo del premio assicurativo dovuto per le lavorazioni svolte dai tirocinanti.

TIROCINI OGGETTO DELLE LINEE GUIDA

Le “Linee guida in materia di tirocini” hanno definito, in linea con la riforma del lavoro, 6 principi e standard minimi condivisi, al fine di uniformare, sul piano nazionale, la disciplina dei tirocini formativi e di orientamento e consentire così alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano di dettare la regolamentazione in materia.

Formano oggetto delle Linee guida i tirocini extracurriculari e, in particolare:

  • i tirocini formativi e di orientamento: sono tirocini finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nella transizione scuola lavoro e non possono avere durata superiore a sei mesi. Destinatari sono i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro 12 mesi;
  • i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro: sono tirocini finalizzati a percorsi di recupero occupazionale a favore di inoccupati e disoccupati, anche in mobilità, nonché a beneficiari di ammortizzatori sociali sulla base di specifici accordi in attuazione di politiche attive del lavoro e non possono avere una durata superiore a 12 mesi;
  • i tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale: i tirocini in favore di persone svantaggiate non possono durare più di 12 mesi, mentre per i disabili la durata del tirocinio può arrivare fino a 24 mesi.

TIROCINI ESTRANEI ALLE LINEE GUIDA

Restano estranee all’ambito di applicazione dell’accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano del 24 gennaio 2013, le seguenti esperienze:

  • tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, ovvero tutte le fattispecie non soggette a comunicazioni obbligatorie ai centri per l’impiego, in quanto esperienze previste all’interno di un percorso formale di istruzione o di formazione;
  • periodi di pratica professionale nonché tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • tirocini transnazionali quali, ad esempio, quelli attuati nell’ambito dei programmi comunitari per l’istruzione e per la formazione;
  • tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso;
  • tirocini estivi.

REGIME ASSICURATIVO

Tirocini

In tema di garanzie assicurative, coerentemente con i criteri definiti dalle Linee guida, le normative regionali stabiliscono:

  • l’obbligo, per il soggetto promotore, di garantire, salvo diversa previsione della convenzione, la copertura assicurativa dei tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l’Inail di tutte le attività rientranti nel progetto formativo;
  • la possibilità che le Regioni e Province autonome assumano a proprio carico gli oneri connessi a tale copertura assicurativa;
  • la definizione, nell’ambito di apposite convenzioni, delle modalità attraverso le quali il soggetto ospitante può eventualmente assumere a suo carico l’onere della copertura assicurativa, nel caso in cui il soggetto promotore sia una pubblica amministrazione.

Pertanto, le Regioni che hanno legiferato in tema di tirocini – come pure le Regioni che non hanno ancora ottemperato – sono tenute ad assicurare i tirocinanti oggetto delle linee guida e ciò nella forma prevista per gli allievi dei corsi di istruzione professionale impegnati in esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche o di lavoro.
I tirocini extracurriculari, infatti, rientrano, ai fini del regime assicurativo, nella fattispecie degli allievi dei corsi di qualificazione, riqualificazione e addestramento professionale, tenuto conto delle finalità dei soggetti promotori e dei percorsi formativi.
In proposito, l’art. 3 del D.M. n. 142/1998 prevedeva al comma 3 che “ai fini dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, il premio assicurativo è calcolato sulla base della retribuzione minima annua valevole ai fini del calcolo delle prestazioni Inail e sulla base del tasso del nove per mille corrispondente alla voce 0720” della tariffa dei premi, approvata con D.M. del 18 giugno 1988.
Per effetto dell’evoluzione normativa, a partire dalla data di ricezione della presente circolare, i tirocini sono classificati allo stesso modo dei corsi di istruzione e formazione professionale, con applicazione del tasso di tariffa proprio della voce 061110 delle varie gestioni, con esclusione dei corsi che comportano partecipazione alle lavorazioni esercitate dall’azienda, per i quali fare riferimento alle voci che competono alle lavorazioni stesse.
Resta comunque invariata la retribuzione imponibile ai fini del premio assicurativo, per i tirocinanti, calcolato – così come prevede il D.M. 26.10.1970 per gli allievi dei corsi, anche aziendali, di istruzione professionale comunque finanziati o gestiti – sulla retribuzione convenzionale annuale pari al minimale di rendita rapportata alle giornate di presenza.
Lo stesso regime assicurativo in tema di retribuzione imponibile e classificazione tariffaria illustrato per i tirocini extracurriculari si applica anche ai tirocini curriculari, che non rientrano nell’ambito di applicazione delle Linee guida. Ciò in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dagli artt. 1, n.28) e 4, n.5, del D.P.R. n. 1124/65, trattandosi di esperienze riconducibili ai corsi di qualificazione, riqualificazione e addestramento professionale.

Periodi di pratica e tirocini per l’accesso alle professioni

In merito a tali fattispecie, si rendono necessarie le seguenti precisazioni.
In linea generale, il praticantato è gratuito e non dà luogo ad un rapporto di lavoro strutturato, anche in presenza di un rimborso spese forfettariamente concordato. Tale esperienza, però, oltre che nella pratica presso il professionista, può consistere anche nella frequenza di corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi, associazioni di iscritti e da altri soggetti. Sul punto, si ribadisce l’indirizzo tenuto dall’Istituto che esclude dall’obbligo assicurativo colui il quale, ai fini dell’ammissione all’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione, è tenuto a svolgere un periodo obbligatorio di “praticantato”, tenuto conto della gratuità del rapporto e dunque dell’assenza del requisito soggettivo ai fini assicurativi ai sensi dell’art. 4, n. 1) del D.P.R. n. 1124/65, dato che il rimborso spese comunque non ha natura corrispettiva.
In ogni caso, l’obbligo assicurativo Inail sussiste laddove il praticante, oltre a svolgere la pratica presso lo studio del professionista:

  • esegua lavorazioni rischiose in esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato vero e proprio o di un rapporto di lavoro parasubordinato per conto del professionista ossia in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti dagli artt. 1 e 4, n. 1) del D.P.R. n. 1124/65 ovvero dall’art. 5 del D.Lgs n. 38/2000;
  • partecipi alla formazione professionale organizzata da ordini o collegi, associazioni di iscritti e da altri soggetti, trovandosi esposto, in qualità di allievo di un corso di qualificazione o di addestramento professionale, ad un rischio specifico connesso alle esperienze od alle esercitazioni pratiche o di lavoro. In tal caso, l’obbligo di assicurare le lavorazioni svolte dai praticanti nell’ambito della formazione professionale è posto a carico dei soggetti che curano i corsi.
Inail – Circolare N. 16/2014

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