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In Italia pensioni minime al di sotto della media Ue di oltre il 40%, anziani non garantiti

In Italia pensioni minime al di sotto della media Ue di oltre il 40%, anziani non garantiti
L’Europa condanna l’Italia: gli anziani che non hanno nessun altro reddito e che vivono con una pensione sociale, risultano al di sotto della soglia di povertà

Le pensioni minime in Italia non sono sufficienti e la legislazione in merito è inadeguata: non è una denuncia sindacale ma la posizione del Consiglio d’Europa – Comitato per i Diritti Sociali, organismo paneuropeo a cui aderiscono 48 paesi di cui 28 membri Ue. Il comitato ha sottoposto a verifica il rispetto della Carta Sociale Europea e su 15 parametri, l’Italia ha ottenuto ben 7 bocciature, due delle quali riguardano il sistema previdenziale.

Pensioni minime e sociali. In Italia, secondo il rapporto, non sono adeguati nè il livello minimo delle pensioni (sotto la media europea di oltre il 40%) nè quello degli assegni sociali, ad esempio per la disabilità. Non solo: non sono state intraprese misure normative adeguate per migliorare il livello del sistema previdenziale.

La bocciatura sulle pensioni minime e su altri capitoli relativi alla inclusione sociale era già contenuta nel report del 2012 e diffuso nel gennaio 2013, ma nel frattempo le istituzioni italiane non hanno prodotto elementi sufficienti a cambiare questo parere di non conformità alla Carta.

Le informazioni fornite dal governo – si legge nel documento – non sono sufficienti ad alterare il giudizio di non conformità alla Carta già espresso nelle precedenti conclusioni“. Soprattutto, “tenendo in considerazione l’aumento della povertà nel Paese, i relativamente bassi sforzi di spesa per disoccupazione ed esclusione sociale, oltre che i moderati effetti ottenuti con i trasferimenti sociali“. La risposta del Ministro del Lavoro Enrico Giovanni, che a Bruxelles ha presentato al commissario Ue per il lavoro Lazlo Andor le iniziative dell’Italia per l’occupazione, non si è fatta attendere. “Proprio perché consapevole della grave condizione di disagio economico e sociale in cui versano moltissime persone e della mancanza nel nostro Paese di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà – ha detto – fin dall’inizio del mandato il governo si è impegnato per dare risposte concrete a chi è in difficoltà. Quindi, rispetto al periodo a cui guarda il Rapporto – ha osservato Giovannini – il nostro Paese ha fatto molti passi avanti“.

L’analisi di pensioni e lavoro. Il report, pubblicato il 29 gennaio 2014, ha preso in considerazione il periodo 2008-2011, senza quindi neppure i tagli della riforma delle pensioni contenute nel Decreto Salva Italia (D.L. n. 201/2011): non solo non sono intervenute norme per aumentare le pensioni minime, ma quelle superiori a tre volte il minimo hanno persino smesso per due anni di rivalutarsi.

Il prossimo report del Comitato per i diritti Sociali del Consiglio d’Europa riguarderà il mercato italiano del lavoro. Il Comitato si occupa infatti di verificare il rispetto della Carta sociale europea adottata nel 1996 e che l’Italia ha firmato nel 1999. Riguarda una serie di diritti civili e umani relativi ai seguenti temi: casa, salute, istruzione, lavoro, giustizia e stato sociale, libertà, non discriminazione.

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