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In arrivo la nuova Tessera Professionale Europea

In arrivo la nuova Tessera Professionale Europea
Infermieri, farmacisti, fisioterapisti e poi guide alpine e agenti immobiliari. La tessera professionale europea, una delle novità principali della nuova direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali 2013/55 (che ha modificato la direttiva 36/05), parte da qui

Per il 2016 è prevista l’introduzione della Tessera Professionale Europea. Se ne discute a Roma in una conferenza organizzata dalla Commissione Europea e dal Dipartimento Politiche Europee ricordando che è una delle maggiori novità della direttiva 2013/55/UE, ed ha l’obiettivo di facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali grazie ad un maggiore coinvolgimento delle autorità nazionali e all’uso di procedure elettroniche.

La tessera non sarà tangibile, ma solo la prova elettronica che il professionista ha superato ogni procedura amministrativa e ha ottenuto il riconoscimento della qualifica professionale nel suo Paese d’origine. I vantaggi che ne derivano sono riscontrabili nella facilità con cui il professionista potrà trasferire la propria attività in un altro Paese UE, anche solo temporaneamente.

Confprofessioni ha partecipato alle consultazioni della Commissione Europea che hanno portato all’individuazione di cinque specifiche categorie professionali, e precisamente quelle di infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina e agente immobiliare che per prime utilizzeranno la tessera e serviranno per valutare l’impatto della “tessera” negli Stati membri.
Per il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, è necessario anzitutto armonizzare i percorsi formativi, che stanno alla base del riconoscimento delle qualifiche professionali in Europa. La tessera professionale – sottolinea Stella – offre la possibilità di stimolare la mobilità transfrontaliera dei liberi professionisti, ma il primo passo è quello di dare il via a un lavoro di concertazione per arrivare a definire quadri comuni di formazione, che avrebbero dovuto essere condizione preliminare allo sviluppo della tessera. La mobilità dei professionisti che tutti intendiamo favorire dipende, certamente, da un contesto normativo flessibile e funzionale; ma può essere innescata soltanto da sostegni concreti a un settore oggi fiaccato ed impoverito. Se i professionisti non avranno le risorse per rispondere alle nuove sfide del mercato del lavoro e alla crescente pressione economica a cui sono sottoposti, difficilmente riusciranno ad apportare il proprio contributo alla competitività, all’occupazione e alla crescita economica in Europa.

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