Fisco

In arrivo la nuova tassa sui viaggiatori

In arrivo la nuova tassa sui viaggiatori
Un nuovo tributo locale in rampa di lancio. Lo pagheranno i passeggeri che si imbarcano su aerei (o navi) in partenza da aeroporti (o porti) situati nel territorio delle maggiori città italiane

Un nuovo tributo locale in rampa di lancio. Lo pagheranno i passeggeri che si imbarcano su aerei (o navi) in partenza da aeroporti (o porti) situati nel territorio delle maggiori città italiane. Servirà a finanziare le neonate città metropolitane che, ereditando i debiti delle province di cui hanno preso il posto, rischierebbero di nascere già in pre-dissesto.

Quella che fino a qualche mese fa sembrava solo una proposta (annunciata per la prima volta a febbraio dall’Anci durante il convegno Legautonomie di Firenze) ora viene tradotta nero su bianco. L’Associazione dei Comuni si è portata avanti inserendo nella bozza di decreto enti locali proposta al Governo (e che dovrebbe essere approvata in un Consiglio dei Ministri a ridosso delle festività pasquali) una norma che disciplina in maniera organica il nuovo balzello, in modo che possa entrare in vigore subito senza avere bisogno di un successivo provvedimento attuativo.

La bozza prevede che il nuovo tributo non possa superare i due euro per passeggero che verranno riversati direttamente alle città metropolitane. Con una differenza sostanziale. Mentre per i passeggeri degli aerei si tratterà di un’addizionale sui diritti di imbarco che sarà riscossa a cura dei gestori dei servizi aeroportuali, per quelli delle navi il nuovo tributo sarà un’imposta di sbarco che toccherà alle compagnie di navigazione riscuotere. Esse saranno responsabili del pagamento con diritto di rivalsa sui soggetti passivi.

L’imposta di sbarco non sarà dovuta dai residenti, dai lavoratori e dai pendolari. Oltre a queste esclusioni, le città metropolitane potranno prevederne di altre con apposito regolamento. I due tributi si applicheranno anche alle città metropolitane istituite con legge regionale nelle regioni a statuto speciale. Il che significa che, oltre a Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Venezia e Reggio Calabria, l’addizionale aeroportuale e l’imposta di sbarco saranno applicate negli aeroporti e nei porti di Cagliari, Messina, Palermo e Catania.

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