Fisco

IMU-TASI 2015: cosa fare in caso di mancato versamento dell’acconto

IMU-TASI 2015: cosa fare in caso di mancato versamento dell'acconto
Il 16 giugno 2015 è scaduto il termine per il versamento dell’acconto 2015 dell’IMU e della TASI: cosa succede nel caso in cui non sia stato effettuato il versamento?

Il 16 giugno è scaduto il termine per il versamento dell’acconto 2015 dell’IMU e della TASI. Diventa ora opportuno esaminare quali conseguenze derivano in caso di omesso versamento dell’acconto e come si dovranno organizzare coloro che, invece, hanno effettuato il versamento nei termini.
In sintesi tutte le possibili casistiche.

Chi non ha effettuato il versamento
Nel caso in cui il contribuente non ha provveduto ad effettuare il versamento d’acconto dell’imposta (IMU/TASI) entro la scadenza del 16 giugno 2015, è possibile effettuare il versamento tardivo applicando all’imposta dovuta e non versata le sanzioni e gli interessi.
Le disposizioni normative, contenute nell’art. 13, D.Lgs. n. 471/1997 e nell’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997, disciplinano i ritardati od omessi versamenti e il ravvedimento operoso. Per quanto riguarda gli interessi le disposizioni sono contenute nell’art. 1, comma 165, legge n. 296/2006 e nell’art. 13, comma 2, D.Lgs. n. 472/1997.

La sanzione per ritardato od omesso versamento
Quanti non hanno eseguito, in tutto o in parte, alla scadenza del 16 giugno 2015, i versamenti in acconto sono soggetti a sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato.
In base all’art. 1, comma 165, legge n. 296/2006, per quanto riguarda i tributi locali “la misura annua degli interessi è determinata, da ciascun ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell’eseguito versamento”.
Nel caso in cui il Comune non delibera si applica il tasso di interesse legale.

Versamenti effettuati con ritardo contenuto (massimo 14 giorni)
Per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni, la sanzione del 30% è ridotta ad un importo pari a 1/15 per ciascun giorno di ritardo. Se il versamento viene effettuato entro il quattordicesimo giorno dalla data di scadenza, la sanzione è pari al 0,2% giornaliero per ogni giorno di ritardo (art. 12, comma 1, D.Lgs. n. 471/1997).

Esempio:
Se la regolarizzazione avviene il terzo giorno, la sanzione sarà pari a 0,2% x 3 = 0,6%; se la regolarizzazione avviene il quattordicesimo giorno, la sanzione sarà pari a 0,2% x 14 = 2,8%.

Gli interessi vanno calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno (art. 13, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997). Il tasso legale è nella misura annua dell’0,5% annuo (decreto Mef 11 dicembre 2014).

Ravvedimento operoso: versamento entro 30 giorni
La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, a 1/10 del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione (art. 13,comma 1, lettera a, D.Lgs. n. 472/1997).
Pertanto, se il versamento viene effettuato dal quindicesimo giorno dal 16 giugno 2015 ed entro 30 giorni dalla stessa data la sanzione è pari al 3% (1/10 del 30%).
Gli interessi vanno calcolati al tasso legale annuo dell’0,5% con maturazione giorno per giorno.

Ravvedimento operoso: versamento entro 90 giorni
La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, a 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il 90° giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore (art. 13, comma 1, lettera a-bis, D.Lgs. n. 472/1997).
Con la circolare n. 23/E del 9 giugno 2015, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la previsione introdotta con la lettera a-bis) trova applicazione anche con riferimento a tributi diversi da quelli amministrati dall’Agenzia stessa. Rientrano nell’ambito applicativo della disposizione anche i tributi locali e regionali.
Nella circolare è aggiunto, altresì, che “diversamente, le violazioni derivanti dall’omissione dei versamenti risultanti dalla dichiarazione – quali, ad esempio, il carente od omesso versamento a saldo o in acconto ai fini delle imposte sui redditi e dei tributi locali e regionali – non sono commesse mediante la dichiarazione in quanto, rispetto a questa, mantengono una propria autonomia. Sebbene, infatti, il loro ammontare sia determinato nella dichiarazione – o determinabile per quanto concerne alcuni tributi locali e regionali, quali ad esempio l’IMU e la TASI – le relative violazioni si perfezionano non già con la presentazione della dichiarazione bensì con l’inutile decorso del termine di scadenza del versamento. Per tali violazioni, pertanto, il dies a quo per il ravvedimento di cui alla lettera a-bis) decorre da tale momento e non dal termine per la presentazione della dichiarazione”.
Pertanto, se il versamento viene effettuato oltre il 30° giorno dal 16 giugno 2015 ed entro 90 giorni dal medesimo termine, la sanzione è pari al 3,33% (1/9 del 30%).
Gli interessi vanno calcolati al tasso legale annuo dell’0,5% con maturazione giorno per giorno.

Ravvedimento operoso: versamento entro il 30 giugno 2016
La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza, a 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore (art. 13, comma 1, lettera b, D.Lgs. n. 472/1997).
Con la circolare n. 23/E del 9 giugno 2015, l’Agenzia delle Entrate – in sede di chiarimenti del comma 1, lettera a-bis) del D.Lgs. n. 472/1997 ha fatto presente che “rimangono ferme le ordinarie modalità di regolarizzazione relative ai tributi locali e regionali già applicabili prima delle modifiche apportate all’istituto dalla legge di Stabilità 2015. Così, ad esempio, è possibile avvalersi del c.d. “ravvedimento lungo“, di cui alla lettera b) del citato articolo 13, per le violazioni concernenti l’imposta municipale propria (IMU) e il tributo per i servizi indivisibili (TASI), entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione, come precisato nella Risoluzione n. 1/DF del 29 aprile 2013 e nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione IMU approvate con D.M. 30 ottobre 2012”.
Gli interessi vanno calcolati al tasso legale annuo dell’0,5% con maturazione giorno per giorno.

Il pagamento
Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

Versamento ad ufficio incompetente
Le sanzioni previste non si applicano quando i versamenti sono stati tempestivamente eseguiti ad ufficio o concessionario diverso da quello competente (art. 12, comma 3, D.Lgs. n. 472/1997).

Chi ha effettuato il versamento
Nel caso in cui sia stato effettuato il versamento occorre monitorare l’attività deliberativa del Comune. Il versamento della prima rata è stato eseguito sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno 2014; il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno sarà eseguito, a conguaglio, sulla base delle deliberazioni adottate dal Comune.
Il Comune, in virtù del decreto del Ministero dell’Interno del 13 maggio 2015, può modificare le aliquote e le detrazioni, per l’anno 2015, entro il 30 luglio 2015.
L’importo del saldo (da versare entro il 16 dicembre 2015) sarà uguale a quello dell’acconto se le aliquote e le detrazioni non subiscono modificazioni. In caso contrario, il contribuente deve ricalcolare l’imposta (IMU/TASI) per l’intero anno e a saldo dovrà versare la differenza tra imposta ricalcolata sulla base delle nuove aliquote (e detrazioni) e l’imposta già versata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *