Fisco

Imu, si paga entro il 17 Giugno. Acconto per 30 milioni di immobili

Entro il 17 Giugno 30 milioni di italiani saranno chiamati alla cassa per versare la prima parte dell'Imu dovuta per l'anno 2013. Sospesa quella sulle abitazioni principali
Entro il 17 Giugno 30 milioni di italiani saranno chiamati alla cassa per versare la prima parte dell’Imu dovuta per l’anno 2013. Sospesa quella sulle abitazioni principali

Scade il 17 Giugno la data entro cui dovrà essere versata la prima parte dell’Imu dovuta per l’anno 2013. Versamento sospeso per le abitazioni principali (e le pertinenze “associate”, ma solo una per ogni categoria C/2, C/6, C/7), coop edilizie e immobili Iacp, terreni agricoli e fabbricati rurali. È l’effetto della decisione assunta dal Governo in attesa della revisione dell’intera tassazione sugli immobili da completare entro il prossimo 31 Agosto.

Chi paga?. L’esenzione dall’acconto non riguarda le prime case di lusso, vale a dire quelle comprese nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9: si tratta di ville, castelli, palazzi o case signorili. Così come non dribblano l’obbligo le seconde case, gli uffici, i negozi e i capannoni industriali. Per questi ultimi (immobili nella categoria catastale D ad esclusione della D/5) scatta anche l’aumento del moltiplicatore che passa da 60 a 65.

Nel complesso la prima rata dell’imposta interessa circa 30 milioni di immobili che devono garantire un gettito di quasi 10 miliardi di euro. Non mancano le difficoltà per i calcoli e la successiva compilazione del modello F24 (ordinario o semplificato) o del bollettino postale: a tal proposito va ricordato che non è più possibile utilizzare il modello Ici.

I passaggi da seguire. Il punto di partenza per calcolare l’acconto Imu 2013 resta la rendita catastale, che va sempre rivalutata del 5% in base alla vecchia legge Prodi del 1996. Una volta rivalutata la rendita, ci sono due passaggi da non sbagliare:

  1. individuare il moltiplicatore giusto, si tratta della cifra che – moltiplicata per la rendita rivalutata – conduce al valore catastale;
  2. individuare l’aliquota comunale con cui calcolare l’imposta. Nella stragrande maggioranza dei casi, basta fare riferimento alla delibera comunale del 2012. Nei pochi Comuni che hanno già deciso per il 2013, invece, il contribuente può scegliere l’aliquota più favorevole.

Applicando l’aliquota al valore catastale si ottiene l’Imu dovuta per tutto l’anno. A questo punto l’importo va diviso per due, ed è questo l’acconto da versare entro il 17 giugno. La somma va versata tutta al Comune, con l’unica eccezione dei fabbricati produttivi del gruppo D (esclusi i rurali strumentali in D/10): in questo caso, allo Stato va il 50% dell’imposta calcolata con l’aliquota dello 0,76% e al Comune va metà dell’eventuale maggiorazione fino al livello massimo dell’1,06 per cento.
Nel dettaglio, i moltiplicatori da utilizzare per calcolare il valore catastale sono i seguenti:

  • 160 per tutto il gruppo A (case) e le categorie C/2 (magazzini), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie), con esclusione della categoria A/10;
  • 140 per il gruppo catastale B (edifici a uso collettivo) e le categorie C/3 (laboratori), C/4 (locali sportivi) e C/5 (stabilimenti balneari);
  • 80 per la categoria A/10 (uffici) e D/5 (banche e assicurazioni);
  • 55 per la categoria C/1 (negozi e botteghe);
  • 65 per i fabbricati del gruppo D (edifici produttivi) tranne la categoria D/5.

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