Fisco

IMU sulle seconde case: quale soluzione nel 2014?

IMU sulle seconde case: quale soluzione nel 2014?
Sopravvivenza o Service Tax più pesante? Dal 1° gennaio 2014 l’Imu scomparirà completamente, sostituita dalla Service Tax. Tuttavia, l’affermazione che l’Imu sarà completamente abolita non convince del tutto: è possibile individuare più di un elemento da cui si desume la possibile sopravvivenza dell’imposta

In questi giorni, dopo l’approvazione del testo finale del D.L. n. 102/2013, che ha cancellato definitivamente la prima rata dell’Imu 2013 sull’abitazione principale, è stato osservato in più di un’occasione che dal 1° gennaio 2014 tale imposta, gravante sugli immobili, scomparirà completamente.

In pratica l’Imu, che si sostanzia in un tributo collegato alla proprietà di terreni e fabbricati, sarà completamente sostituita dalla Service Tax. Il nuovo tributo troverà la sua origine in una serie di servizi aventi diversa natura. Infatti, la Service Tax incorporerà sia la Tarsu, la Tia o la nuova Tares per il servizio di smaltimento dei rifiuti. Questa componente sarà denominata Tari. Invece, la seconda componente si chiamerà Tasi e finanzierà i servizi cosiddetti indivisibili quali, ad esempio, l’illuminazione, la polizia municipale, l’arredo urbano, la manutenzione dei giardini pubblici, etc.

Non convince, però, l’affermazione che l’Imu sarà completamente abolita. È possibile individuare più di un elemento da cui si desume la possibile sopravvivenza dell’imposta municipale propria. Il testo finale del D.L. n. 102/2013 (rispetto alla prima bozza) non prevede più la possibilità per le imprese e per i professionisti di considerare in deduzione (in sede di determinazione del reddito) l’Imu pagata nell’anno. Si è posto dunque il problema se reintrodurre, in futuro, tale possibile deduzione. Infatti, qualora l’imposta fosse indeducibile, le imprese e i lavoratori autonomi pagherebbero l’Irpef e l’Ires (le imposte sui redditi) su un reddito non conseguito.

Nel corso di un’intervista il Sottosegretario al Ministero dell’Economia Baretta ha precisato che la deducibilità dell’Imu per i capannoni e gli immobili legati all’attività d’impresa deve essere recuperata nella legge di Stabilità. L’esponente politico ha affermato espressamente: “dobbiamo confermare espressamente l’impegno preso con le imprese già nella legge di giugno. La deducibilità deve essere un punto costitutivo per l’Imu già dal 2014”.

Secondo quanto previsto dal TUIR, le imposte deducibili seguono il criterio di cassa. In pratica la possibilità di considerare in deduzione dal reddito d’impresa un’imposta (diversa dall’Irpef e dall’Ires) è subordinata all’effettivo pagamento della stessa. Pertanto se il Sottosegretario ha fatto riferimento alla possibilità di reintrodurre la deducibilità del tributo con decorrenza dall’anno prossimo risulta evidente la volontà di fare riferimento all’Imu dovuta per il 2014. L’affermazione dimostra agevolmente l’intenzione di mantenere in vita tale tributo sugli immobili diversi dall’abitazione principale quali, ad esempio, i capannoni industriali, gli uffici, etc.

Un’ulteriore indicazione in tal senso si desume da un’altra intervista sempre nei confronti dello stesso Sottosegretario. In questa occasione Baretta ha affermato che “se si volesse decidere di cancellare tutta l’Imu sarà inevitabile aumentare la componente patrimoniale della Service Tax, oggi limitata alla sola abitazione principale”. In pratica le soluzioni attualmente allo studio sono diverse, ma con lo stesso obiettivo di gettito. La prima manterrebbe in vita l’Imu che colpirebbe, come ricordato, gli immobili diversi dall’abitazione principale. La seconda possibilità dovrebbe prevedere una totale cancellazione del tributo municipale, ma con una Service Tax più “pesante” con l’evidente intento di fare fronte alla diminuzione del gettito.

Dalla lettura del D.L. n. 102/2013, la soluzione che per il momento sembra essere stata preferita è la prima. Infatti, l’art. 1 si limita a stabilire che per l’anno 2013 non è dovuta la prima rata del tributo relativo alle prime case, ai terreni agricoli e per i fabbricati rurali. La decisione relativa all’eliminazione della seconda rata è stata per ora rinviata all’approvazione della legge di Stabilità per il 2014 o al relativo decreto legge di accompagnamento. È stato per ora previsto solo un impegno politico in tal senso che però è limitato alla seconda rata. Nessuna indicazione è stata fornita per gli immobili diversi dall’abitazione principale. In tale ipotesi dal testo del decreto non sembra essere prevista alcuna cancellazione.

L’art. 2 prevede, con decorrenza dal 2014, l’esenzione dall’Imu per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, finché permanga tale destinazione e a condizione che non siano locati. Pertanto se i medesimi immobili non sono destinati alla vendita, oppure sono concessi in locazione, l’esenzione non potrà essere applicata. In tale ipotesi, fatte salve possibili ed ulteriori modifiche normative, l’Imu continuerà ad essere dovuta. Le stesse perplessità sorgono a seguito della lettura del successivo comma 3 ove si prevede l’esenzione Imu, dal 2014, per gli immobili destinati alla ricerca scientifica.

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