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Imu, rinviati gli sconti per le imprese

Imu, rinviati gli sconti per le imprese
Niente deducibilità Imu per imprese e professionisti, neppure al 50% e limitata ai soli fini dell’Ires e dell’Irpef

Niente deducibilità Imu per imprese e professionisti, neppure al 50% e limitata ai soli fini dell’Ires e dell’Irpef. Che viene rimandata alle prossime settimane facendo leva su emendamenti al decreto varato mercoledì dal Governo o sulla legge di stabilità. A far saltare per il momento questo intervento, del quale fino a ieri mattina appariva certo l’inserimento nel testo sul superamento dell’Imu, è la rinuncia da parte dell’Esecutivo del ripristino dell’Irpef (nella misura del 50%) sugli immobili sfitti a disposizione (seconde, terze case e via dicendo).

Questa rinuncia comporta una perdita di gettito per il 2014 per 1,6 miliardi, al quale tutte le bozze elaborate giovedì sera a via XX settembre avevano vincolato la deducibilità ai fini Ires e Irpef (ma non Irap) per le imprese. Che (a meno di un “un repechage” in extremis prima dell’invio della versione finale del decreto alla Gazzetta ufficiale per la sua pubblicazione) viene messa in naftalina. Ma con l’obiettivo del governo di recuperare comunque l’intervento nel corso del cammino parlamentare del decreto o con la legge di stabilità.

In ogni caso, quindi, per la deducibilità Imu al 50% per imprese e professionisti a fini Ires e Irpef, in deroga allo statuto del contribuente, il via libera arriverebbe prima della fine dell’anno. E nella stessa configurazione che compariva nelle bozze del decreto sul superamento dell’Imu succedutesi fino a ieri mattina, ovvero con effetto retroattivo sull’anno d’imposta in corso. Il beneficio, come già previsto nei giorni scorsi, non sarebbe utilizzabile da subito con gli acconti di novembre. Non a caso la copertura immaginata originariamente dal decreto aveva un’esclusiva ricaduta sul 2014.

Le attese delle imprese restano dunque vane. La stessa soluzione della deducibilità al 50% a fini Ires e Irpef avrebbe soddisfatto solo in parte il mondo produttivo che da tempo chiede a gran voce anche la deducibilità Irap. Ma su questo punto il ministero dell’Economia ha sempre fatto muro. Già nelle scorse settimane, al momento della presentazione del dossier con le nove opzioni di intervento sull’Imu, al punto 8 si faceva chiaramente riferimento alla questione “deducibilità” puntando, in funzione di copertura, proprio su una reintroduzione dell’Irpef sugli immobili sfitti. In altre parole, lo stesso meccanismo poi adottato nelle varie bozze del decreto varato mercoledì.

Anche la soluzione prospettata nel dossier era la stessa poi inserita nelle prime versioni del provvedimento approvato a metà settimana dal Governo: riconoscere al sistema produttivo, almeno in prima battuta, una deduzione parziale del 50% che appunto avrebbe dovuto essere agganciata al gettito da recuperare riportando a tassazione Irpef gli immobili sfitti. Una proposta che è stata così motivata dal ministero dell’Economia: gli immobili aziendali «hanno subito un incremento di prelievo, dovuto sia all’aumento delle aliquote e dei moltiplicatori applicati alle rendite catastali, sia alla circostanza che l’Imu non ha sostituito le imposte sui redditi che gravano sugli immobili ad uso produttivo (mentre ha sostituito il prelievo Irpef sui redditi di tutti gli altri immobili non locati)».

Quanto all’eventuale estensione della deducibilità anche ai fini Irap fin da subito, le perplessità dell’Economia sarebbero scaturite non tanto dal costo dell’operazione quanto dalla considerazione che l’Irap è un tributo regionale, e questo obbligherebbe il governo a trovare un punto di incontro anche con i governatori.

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