Fisco

IMU e TASI: come calcolarle in caso di separazione e divorzio

IMU e TASI: come calcolarle in caso di separazione e divorzio
Nel caso in cui l’ex casa coniugale venga assegnata ad uno dei due coniugi, le disposizioni che regolano IMU e TASI non sono coincidenti

Le regole che disciplinano l’applicazione dell’IMU e della TASI non sono affatto coincidenti qualora l’ex casa coniugale sia assegnata ad uno dei due coniugi nell’ipotesi di separazione, divorzio o cessazione degli effetti civili del matrimonio. Infatti, l’ex casa coniugale oggetto di assegnazione è esente da IMU (ove non avente caratteristiche di lusso), mentre di regola è soggetta a TASI.

Preliminarmente deve essere rilevato come, diversamente dalla disciplina ordinaria, l’esenzione dell’IMU non richieda al coniuge assegnatario che lo stesso abbia stabilito presso l’immobile la residenza anagrafica. É sufficiente che il coniuge assegnatario dimori abitualmente presso il predetto immobile affinché l’esenzione mantenga efficacia fin quando risulti applicabile il provvedimento di assegnazione del giudice.

Ulteriori diversità riguardano la soggettività passiva del tributo.
Ai fini dell’IMU, il coniuge assegnatario anche se non è il possessore, cioè non è titolare di alcun diritto reale dell’immobile, si considera – per effetto di una “finzione” – titolare del diritto di abitazione. In pratica gli adempimenti tributari gravano esclusivamente sull’assegnatario, indipendentemente, come già ricordato, della titolarità giuridica dell’immobile. Conseguentemente, trattandosi dell’abitazione principale, l’IMU non sarà dovuta neppure dal coniuge assegnatario.
Invece il tributo sarà dovuto (dall’assegnatario) qualora l’immobile presenti caratteristiche di lusso, cioè sia classificato catastalmente nelle categorie A1, A8 o A9. In tale ipotesi sarà applicabile l’aliquota del 4 per mille che potrà essere elevata dal Comune fino al 6 per mille o ridotta fino al 2 per mille.
Sarà altresì possibile fruire della detrazione fissa per un importo non superiore a 200 euro.

Ai fini della TASI non è possibile applicare automaticamente la medesima disciplina prevista per l’IMU nell’ipotesi di immobili oggetto di assegnazione a seguito di separazione o divorzio. Tale circostanza vuole significare che il coniuge proprietario non assegnatario conserva la qualificazione di soggetto passivo e sarà tenuto a versare la maggior parte del tributo (se proprietario o titolare di altro diritto reale).
Si consideri preliminarmente il caso in cui il coniuge non assegnatario sia proprietario esclusivo dell’immobile. Ne consegue che l’assegnatario, in quanto tale, è titolare esclusivamente di un diritto personale di godimento e quindi ai fini della TASI può essere considerato alla stregua di un mero detentore.
La disciplina porta a concludere che l’imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale (il coniuge non assegnatario) e successivamente la TASI dovrà essere ripartita tra quest’ultimo e l’occupante (il coniuge assegnatario) sulla base delle percentuali stabilite dal Comune nella misura variabile compresa tra il 10 ed il 30 per cento.

Esempio:
Se il Comune ha stabilito un’aliquota pari all’1 per mille per gli immobili diversi dall’abitazione principale e del 2,5 per mille per l’abitazione principale, la TASI dovrà essere determinata applicando la prima aliquota. Infatti, si dovrà fare riferimento alla situazione in cui si trova il coniuge che non utilizza l’immobile.
Ai fini del calcolo dell’acconto da versare entro il 16 giugno prossimo si dovrà fare riferimento alle aliquote stabilite in via definitiva dal Comune per l’anno 2014 ed anche alla percentuale di riparto (tra proprietario e detentore) stabilita dal medesimo Comune.
Ai fini del calcolo del saldo, da versare entro il 16 dicembre prossimo, si dovrà verificare se il Comune di riferimento abbia variato le aliquote e la quota di riparto effettuando, eventualmente il conguaglio. In tale ultima ipotesi il saldo sarà di ammontare diverso rispetto all’acconto.
Invece se l’immobile assegnato dal giudice ad uno dei due coniugi è detenuto in comproprietà nella misura del 50%, la TASI sarà dovuta dai due soggetti, mentre non sarà dovuta alcuna quota dai detentori. Infatti, la figura del detentore rileva solo quando l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal possessore. Nel caso dei coniugi comproprietari, uno dei due occupa l’immobile, ma allo stesso tempo è anche possessore e quindi non può considerarsi mero detentore. Per tale ragione non deve essere versato il tributo tenendo conto della quota variabile (unicamente a carico del detentore) compresa dal 10 al 30 per cento.

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