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Imu, dal comodato gratuito ai figli ai cittadini residenti all’estero i Comuni decidono quando considerare l’immobile prima casa

Imu, dal comodato ai figli al coniuge separato i Comuni decidono quando considerare l'immobile prima casa
Le assimilazioni facoltative degli immobili all’abitazione principale sono rimesse alla volontà dei singoli Comuni: dal comodato ai figli ai cittadini italiani residenti all’estero

Le assimilazioni facoltative all’abitazione principale sono diventate tre, dopo le modifiche apportate dal D.L. n. 102/2013. Le prime due, che fanno parte della disciplina originaria del tributo, riguardano le unità immobiliari non locate di anziani e disabili residenti in istituti di ricovero o di cittadini italiani residenti all’estero. È possibile che l’assimilazione sia stata deliberata nel 2012. Se la delibera non è stata revocata, o la sua efficacia temporale non era espressamente limitata all’anno scorso, la stessa vale anche per il 2013. L’atto consiliare potrebbe però essere stato adottato per la prima volta quest’anno. Poiché i termini per deliberare scadevano il 30 novembre, potrebbe essere accaduto che la decisione sia stata assunta dopo la scadenza dell’acconto di giugno. In questo caso, la delibera ha effetto retroattivo, con la conseguenza che i contribuenti interessati vantano un credito pari all’imposta versata in prima rata. Il credito potrà essere scomputato dall’imposta dovuta sugli altri immobili o anche, se del caso, dalla differenza della mini-IMU dovuta entro il 16 gennaio 2014, se il Comune ha deliberato nel 2013 una aliquota maggiore del 4 per mille.

Una nuova facoltà riguarda il comodato gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado, a condizione che il comodatario adibisca il fabbricato ad abitazione principale. Inoltre, il Comune potrebbe aver posto delle condizioni per l’assimilazione, per esempio il possesso di determinati valori Isee.
Un’altra variabile è data dai valori di riferimento delle aree edificabili, che i Comuni possono deliberare (articolo 59 del D.Lgs. n. 446/1997) a fini di orientamento per i contribuenti. Inoltre, se il soggetto passivo si adegua a questi importi, il Comune non può in futuro rettificarli. Se però il contribuente ha ragioni di ritenere che l’effettivo valore di mercato del suolo sia inferiore, potrà discostarsene.
I Comuni non hanno invece alcun potere sui fabbricati-merce non locati delle imprese costruttrici. Per queste tipologie, la seconda rata non è dovuta, ma occorre conguagliare quanto pagato in prima rata con l’aliquota deliberata per il 2013. Non bisogna inoltre dimenticarsi di presentare la dichiarazione IMU entro la fine di giugno 2014. Questo adempimento è infatti condizione di applicabilità dell’agevolazione. Se non lo si fa, il mancato pagamento del saldo risulterà sanzionabile.

CHE COSA CAMBIA

Comodati. I Comuni possono aver assimilato all’abitazione principale le case date in comodato ai figli. L’eventuale assimilazione vale solo per il saldo, per cui il 16 dicembre deve essere stato versato un conguaglio nei Comuni che hanno alzato l’aliquota rispetto al 2012.

Assimilazioni. Le altre assimilazioni possibili, riservate ad anziani lungodegenti o cittadini residenti all’estero, erano già previste nel 2012, ma i Comuni possono aver deliberato nuove regole anche dopo l’acconto di giugno. Da queste dipende l’eventuale versamento del saldo.

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