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Imu, abolita la seconda rata ma non per tutti, ecco chi deve pagare

Imu, abolita la seconda rata ma non per tutti, ecco chi deve pagare
Approvato il decreto che dispone la cancellazione della seconda rata IMU su abitazioni principali e relative pertinenze; l’abolizione non riguarda però tutti i Comuni

Approvato il decreto che dispone la cancellazione della seconda rata IMU su abitazioni principali e relative pertinenze; l’abolizione non riguarda però tutti i Comuni. La copertura sarà interamente garantita da misure a carico del sistema bancario. Slitta al 10 dicembre il termine per il versamento del secondo acconto IRES e IRAP.

Il provvedimento che dispone la cancellazione della seconda rata IMU giunge in prossimità della scadenza del 16 dicembre. L’approvazione del decreto era stata rinviata la scorsa settimana in attesa della quadratura dei conti per estendere l’esenzione prevista su abitazioni principali e relative pertinenze (con esclusione di quelle iscritte in Catasto nelle categorie A/1, A/8 e A/9), anche ai fabbricati rurali e i terreni agricoli per la parte destinata alla coltivazione.

L’ambito oggettivo di esenzione, tuttavia, non sarà riferito a tutti i Comuni sul territorio nazionale. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri prevede infatti che i cittadini residenti in un Comune che abbia alzato le aliquote rispetto al 2012 debbano pagare (entro il 16 gennaio) la differenza tra il 50% del tributo pagato nel 2012 e il 50% di quanto avrebbero dovuto versare nel 2013.

Sul fronte delle coperture finanziarie la soluzione da 2,15 miliardi di euro individuata dal Governo prevede l’incremento della percentuale degli acconti IRES e IRAP dovuti da bancheassicurazioni e altre società finanziarie per il 2013 che salirà al 130%.

Un ulteriore contributo arriverà dall’introduzione di un nuovo acconto sulle ritenute per il regime da risparmio amministrato (pari al 130% di quanto versato da gennaio a novembre).

In ogni caso sembra ormai segnata l’attivazione della clausola di salvaguardia prevista dal D.L. n. 102/2013 che prevede la possibilità, con decreto del Tesoro, di aumentare la misura degli acconti IRES e IRAP anche sulle altre imprese (con l’ipotesi più accreditata nelle ultime ore che prevede un innalzamento degli stessi al 103%).

Ad ogni modo, al fine di consentire agli operatori di rideterminare i conteggi, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto IRES è differito al 10 dicembre 2013 con riferimento a tutti i soggetti passivi d’imposta.

Il CDM inoltre, in seguito al via libera giunto nei giorni scorsi da parte della Bce, ha approvato un decreto legge che prevede la rivalutazione delle quote detenute in Banca d’Italia. Il provvedimento disciplina le modalità di rivalutazione delle quote di partecipazione detenute da banche e assicurazioni in Via Nazionale, ferme alle valutazioni del 1936 aggiornate in base all’inflazione. La rivalutazione comporterà l’emersione di un maggior valore compreso tra i 5 e i 7,5 miliardi di euro.

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