Lavoro

Imprese dello spettacolo: il Ministero apre al lavoro intermittente

Possibile ricorrere al lavoro intermittente “acausale” se l’operaio è addetto in attività non esclusivamente prodromiche o successive allo spettacolo, ma pienamente integrate nell’evento o nello spettacolo quali ad esempio controllo luci, casse acustiche e microfoni. E’ quanto chiarito dal Ministero del Lavoro con lettera circolare n. 5286 del 13 marzo 2014 in merito all’interpello n. 7/14, fornito in risposta ai Consulenti del Lavoro in materia di lavoro intermittente.

Nella lettera circolare in questione viene specificato che, quanto affermato con l´interpello n. 7/2014 (il quale aveva negato la possibilità di far rientrare tra le attività intermittenti quelle relative all’installazione o smontaggio del palco prima e dopo un concerto e/o spettacolo), non può considerarsi applicabile alle attività “pienamente integrate nell’evento o nello spettacolo, quali ad esempio controllo luci, casse acustiche, microfoni ecc.” ove, “appare possibile l’utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente, mediante rinvio alle categorie professionali contemplate al n. 43 e/o al n. 46 del Regio Decreto n. 2657/1923” (operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi e/o operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose).

Il Regio Decreto, in particolare, reca l’elenco delle attività a carattere discontinuo con riferimento alle quali è consentita la stipulazione di contratti di lavoro intermittente, in mancanza delle causali di carattere oggettivo o soggettivo previste dagli artt. 34 e 40 del D.Lgs. n. 276/2003). Il n. 43 contempla le attività espletate da Operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi. Il n. 46 si riferisce alle figure degli Operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose.

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