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Imprese alberghiere: credito d’imposta per le spese

Imprese alberghiere: credito d’imposta per le spese
Il decreto 7 maggio 2015 individua le necessarie disposizioni applicative per l’attribuzione del credito di imposta, nella misura del 30% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012

Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, il Ministro dello Sviluppo economico e il Ministro delle Infrastrutture e trasporti, ha emanato il 7 maggio 2015 un decreto con cui individua le disposizioni applicative per l’attribuzione del credito di imposta finalizzato alla tutela del patrimonio culturale, allo sviluppo della cultura e al rilancio del turismo.

In particolare, tale credito d’imposta è riconosciuto alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012 nella misura del 30% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 relative a:

  • interventi di ristrutturazione edilizia;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • incremento dell’efficienza energetica;
  • spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.

La condizione necessaria per accedere al credito d’imposta è che il beneficiario non ceda a terzi, né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa, i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d’imposta successivo.

Il decreto individua le necessarie disposizioni applicative per l’attribuzione del credito di imposta di cui in premessa, con riferimento, in particolare:

  • alle tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta, alle tipologie di interventi ammessi al beneficio, alle soglie massime di spesa eleggibile, nonché ai criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute;
  • alle procedure per l’ammissione delle spese al credito d’imposta, e per il suo riconoscimento e utilizzo;
  • alle procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta medesimo;
  • alle modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa.

Dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate presentano al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta, tramite apposita procedura telematica.
Nella domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, dovrà essere specificato:

  • il costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese eleggibili;
  • l’attestazione di effettività delle spese sostenute;
  • il credito d’imposta spettante.

Le imprese devono, altresì, contestualmente alla domanda, presentare al Ministero la dichiarazione, sostitutiva di atto di notorietà, relativa ad altri aiuti “de minimis” eventualmente fruiti durante l’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti, allegando, inoltre, a pena di inammissibilità, la documentazione amministrativa e tecnica indicata nell’elenco A, che costituisce parte integrante del decreto in commento.
Il credito d’imposta è riconosciuto previa verifica, da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’ammissibilità in ordine al rispetto dei requisiti soggettivi ed oggettivi e formali, nonché nei limiti delle risorse disponibili. Entro sessanta giorni dal termine di presentazione delle domande, il predetto Ministero comunica all’impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante.

li credito d’imposta è revocato:

  • nel caso che venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti soggettivi e oggettivi;
  • nel caso che la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o sia incompleta rispetto a quella richiesta;
  • nel caso che non venga rispettata, per la fattispecie dell’acquisto di mobili e arredi, la condizione di cui all’articolo 10, comma 7, secondo periodo, del decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2014, e successive modificazioni.

Il credito d’imposta è, altresì, revocato in caso di accertamento della falsità delle dichiarazioni rese. Sono fatte salve le eventuali conseguenze di legge civile, penale ed amministrativa e, in ogni caso, si provvede al recupero del beneficio indebitamente fruito.

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