Diritto

Imposte non dichiarate: cartella esattoriale, serve la motivazione

Imposte non dichiarate: cartella esattoriale, serve la motivazione
Laddove l’Agenzia delle Entrate intenda recuperare imposte non dichiarate e, conseguentemente, non versate dal contribuente, è necessaria una adeguata e specifica motivazione

Laddove l’Agenzia delle Entrate intenda recuperare imposte non dichiarate e, conseguentemente, non versate dal contribuente, è necessaria una adeguata e specifica motivazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 374 del 13 gennaio 2015, che fissa due seguenti principi, validi ogni volta che si contesta la motivazione delle cartelle esattoriali: la cartella esattoriale non necessita di una specifica motivazione soltanto quando le imposte sono dal contribuente dichiarate e non versate; quando l’Agenzia delle Entrate con la cartella esattoriale ritiene di recuperare imposte non dichiarate e, conseguentemente, non versate, allora è necessaria una specifica motivazione in tutta la fase del contenzioso.

IL FATTO
La vicenda ha ad oggetto l’impugnazione da parte di una società di varie cartelle esattoriali emesse a seguito del diniego di condono dell’Agenzia delle Entrate. In particolare, l’Agenzia aveva negato il condono alla contribuente per il mancato integrale pagamento, nei termini, di tutti gli importi dovuti per la corretta definizione dei ritardati od omessi versamenti, ex art. 9-bis della legge n. 289/2002.

La società proponeva ricorso innanzi alla CTP di Lecce eccependo, tra i vari motivi, anche il difetto di motivazione delle cartelle impugnate.

I giudici di primo grado accoglievano il ricorso della contribuente, cosi come anche la CTR riteneva infondati gli appelli proposti successivamente sia dall’Agenzia delle Entrate sia da Equitalia Sud S.p.A., sulla scorta delle seguenti considerazioni: “la cartella impugnata ha una motivazione carente, perché descrive le voci di recupero del credito d’imposta con i relativi importi, oltre gli interessi e le sanzioni applicate, in modo talmente succinto da non far comprendere come l’Agenzia delle Entrate, e quindi la Sobarit sia pervenuta alla determinazione degli importi, di talché deve ritenersi che, così operando, essa Sobarit e per essa l’Agenzia delle Entrate non abbia assolto l’obbligo di motivazione”.

Avverso tale sentenza proponeva ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate denunciando, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione degli articoli 12 e 25 del D.P.R. n. 602/1973, nonché dell’art. 7, legge n. 212/2000, in cui la CTR sarebbe incorsa ritenendo non assolto l’obbligo di motivazione della cartella impugnata.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione, dopo aver ritenuto il motivo inammissibile per difetto di autosufficienza, in quanto l’Agenzia avrebbe dovuto trascrivere o, quantomeno sunteggiare adeguatamente, il contenuto della cartella, al fine di consentire alla Corte di verificare la fondatezza della censura in base alla sola lettura del ricorso e senza necessità di esaminare atti extraprocessuali, ha così deciso: “se, infatti, è vero che la cartella con cui l’Amministrazione chieda il pagamento delle imposte dichiarate e non versate non necessita di una specifica motivazione (da ultimo, Cass. n. 27098/13, n. 27140/11, n. 9224/11) e può risolversi nel mero richiamo alle dichiarazioni fiscali del contribuente (e, ove si tratti di cartella conseguente ad un diniego di condono, agli estremi del provvedimento di diniego) la trascrizione della cartella nel ricorso per cassazione è tuttavia necessaria per consentire alla Corte di verificare se il giudizio di insufficienza della motivazione formulato dal giudice di merito non si fondi proprio sul difetto di detti richiami”.

Tanto rilevato, ciò che preme in questa sede sottolineare è che con tale ordinanza la Suprema Corte ha stabilito i seguenti principi, validi ogni volta che si contesta la motivazione delle cartelle esattoriali:

  • la cartella esattoriale non necessita di una specifica motivazione soltanto quando le imposte sono dal contribuente dichiarate e non versate (così Cass. n. 27098/13, n. 27140/11, n. 9224/11);
  • viceversa, quando l’Agenzia delle Entrate con la cartella esattoriale ritiene di recuperare imposte non dichiarate e, conseguentemente, non versate, allora è necessaria una specifica motivazione in tutta la fase del contenzioso, nel senso che gli Uffici fiscali devono dimostrare una sufficiente motivazione, in quanto è loro obbligo mettere il contribuente nelle condizioni di conoscere in modo chiaro e specifico la motivazione del recupero.

Devono, pertanto, essere totalmente annullate le c.d. cartellecriptiche” (Cass, n. 15188/2013; n. 4516/2012), quando gli Uffici intendono recuperare con il ruolo maggiori imposte rispetto al dichiarato.

In definitiva, sulla motivazione delle cartelle esattoriali bisogna tenere presente che se il recupero dell’Ufficio è per imposte dichiarate e non versate non è necessaria una specifica motivazione che, invece, è necessaria quando l’Ufficio intende recuperare le imposte non dichiarate (o non parzialmente dichiarate) e non versate.

Nondimeno, si rileva che l’ordinanza in commento è importante limitatamente alla motivazione delle cartelle esattoriali.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 374/2015

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