Diritto

Imposta indebita. Termine di rimborso a scadenza

Imposta indebita. Termine di rimborso a scadenza
Il termine utile per presentare istanza e chiedere il rimborso di un’imposta indebitamente versata decorre dal versamento del tributo e non dalla sentenza della Corte di Giustizia che lo ha dichiarato illegittimo retroattivamente

Il termine utile per presentare istanza e chiedere il rimborso di un’imposta indebitamente versata decorre dal versamento del tributo e non dalla sentenza della Corte di Giustizia che lo ha dichiarato illegittimo retroattivamente. È quanto affermato dalle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 13676 del 16 giugno 2014, hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

IL FATTO
Il fisco ha impugnato la decisione con la quale la Ctr aveva respinto l’appello dell’Ufficio locale dell’Agenzia e confermato il diritto del contribuente al rimborso della maggiore Irpef che era stata trattenuta dal datore di lavoro, una banca, sulle somme corrispostegli dal 2001 al 2004 a titolo di incentivo alle dimissioni. La domanda di rimborso, presentata il primo febbraio 2006, era basata sulla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 21 luglio 2005, resa in causa C-207/04, con la quale la norma nazionale era stata dichiarata in contrasto con la Direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/Cee.

Per l’amministrazione l’uomo non aveva più tempo per chiedere il rimorso dato che il termine decorreva dal versamento, nel 2001, e non dalla sentenza della Corte di Giustizia nel 2006.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La tesi ha incontrato il favore dei giudici di piazza Cavour per cui, non sussistendo in queste ipotesi l’overruling, la decorrenza non poteva che scattare dal giorno dopo il versamento indebito del tributo. Infatti, il Collegio stesso precisa che, «per quanto riguarda la fissazione della durata del termine di prescrizione dei diritti, o di decadenza dagli stessi, il legislatore gode di ampia discrezionalità, con l’unico limite dell’eventuale irragionevolezza, qualora esso venga determinato in modo da non rendere effettiva la possibilità di esercizio del diritto cui si riferisce e quindi inoperante la tutela voluta accordare al cittadino leso». La stessa Corte di Giustizia ha sempre ritenuto compatibile con il diritto dell’Unione la fissazione di ragionevoli termini di ricorso a pena di decadenza, nell’interesse della certezza del diritto, in quanto termini del genere non siano tali da rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti attribuiti dall’ordinamento giuridico dell’Unione.

Il verdetto non metterà tutti d’accordo. La Procura generale del Palazzaccio aveva, infatti, chiesto di respingere il ricorso dell’amministrazione finanziaria e di concedere al contribuente un lasso di tempo maggiore per chiedere il rimborso. La Suprema Corte ha segnato in favore del fisco una vittoria piena tanto che ha optato per decidere il caso nel merito, dichiarando l’illegittimità del rimborso per il 2001, in quanto era passato il termine per chiederlo.

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