Fisco

Imposta di Registro più pesante sugli atti traslativi

Imposta di Registro più pesante sulle società
Dal 2014 gli atti soggetti a imposta di registro, come cessioni di partecipazioni, fusioni saranno interessati da un incremento di 32 euro passando da € 168 a € 200

Operazioni straordinarie più costose dal 2014. Gli atti soggetti a imposta di registro, come cessioni di partecipazioni, fusioni, scissioni e conferimenti saranno interessati da un incremento di 32 euro dal prossimo 1° gennaio: si passa dai precedenti 168 euro ai 200 euro. Per questa tipologia di atti quindi sarà più conveniente procedere prima del 31 dicembre 2013 per scampare all’aumento. È l’effetto delle modifiche introdotte dall’articolo 26 del Dl n. 104/2013 (decreto scuola), ora all’esame della Camera.

Il provvedimento prosegue l’opera avviata con il D.lgs n. 23/2011 sul fisco municipale, che già aveva introdotto modifiche al regime fiscale applicabile ai trasferimenti immobiliari a titolo oneroso a partire dal prossimo 1° gennaio 2014, e impatta pesantemente sulla vita economica delle persone e delle aziende. Non sempre, però, l’esborso complessivo sarà maggiore perché molto dipenderà dai beni oggetto di trasferimento. Ma vediamo nel dettaglio.

Le modifiche. Il D.lgs n. 23/2011 aveva sostituito integralmente il comma 1 dell’articolo 1 della Tariffa, parte prima del Testo unico di registro (Dpr n. 181/1986). Dal 2014, gli atti traslativi a titolo oneroso delle proprietà di beni immobili in genere (così come gli atti che interessano diritti reali immobiliari di godimento, espropriazioni per pubblica utilità e trasferimenti coattivi) saranno assoggettati all’aliquota di registro proporzionale unica pari al 9%, che andrà a sostituire le precedenti aliquote del 7% (applicabile ai trasferimenti di fabbricati), 8% (terreni edificabili) e 15% (terreni agricoli acquistati da soggetti diversi da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali).

Il D.lgs n. 23/2011 aveva inoltre previsto l’abbassamento dell’aliquota di registro proporzionale applicabile agli acquisti di immobili abitativi «prima casa» dal 3% al 2% (con la ridefinizione dei requisiti in base ai quali una casa si intende di «lusso», per la quale l’agevolazione non è concessa) e l’azzeramento delle imposte ipotecarie e catastali relative ai trasferimenti immobiliari. Sempre il D.lgs n. 23/2011 ha disposto la soppressione di «tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste da leggi speciali» relative a questi trasferimenti.

L’impatto pratico. Ora il Dl n. 104/2013 abbandona la scelta per il regime di esenzione totale delle imposte ipotecarie e catastali in materia di trasferimenti immobiliari e prevede una imposta in misura fissa, pari a 50 euro ciascuna. In generale poi per tutti gli altri atti soggetti a imposta fissa viene previsto l’innalzamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale (oggi pari a 168 euro), nella misura di 200 euro (con esclusione delle imposte ipotecaria e catastale fissate in 50 euro relativamente ai trasferimenti immobiliari).

La disorganica miriade di novità va a incidere in modo sensibile anche su molte operazioni societarie, ora innalzando il carico impositivo per l’effetto della generale abrogazione delle agevolazioni in materia, ora invece riducendo l’ammontare delle imposte indirette dovute in sede di trasferimenti immobiliari. Si pensi al caso di una cessione di azienda o di ramo aziendale, operazione esclusa dal campo di applicazione Iva.

Attualmente è previsto l’assoggettamento a imposta di registro proporzionale determinata sulla base del valore di cessione al netto delle passività trasferite (0,5% sui crediti, 7% sui fabbricati, 8% sui terreni edificabili, 15% sui terreni agricoli e 3% sugli altri assets, incluso l’eventuale avviamento) e le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) determinate sulla base del valore degli immobili trasferiti.

Le differenze. Dal 2014 le cessioni di azienda risulteranno in taluni casi più convenienti: infatti, laddove nell’attivo trasferito fossero inclusi immobili, questi saranno assoggettati alla sola imposta di registro proporzionale (9%) e alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (50 euro).
Rispetto all’attuale regime quindi, a fronte di un incremento dell’imposta di registro (la cui base imponibile è determinata sempre “al netto” delle eventuali passività trasferite) c’è un sostanziale azzeramento delle altre imposte indirette (ipotecaria e catastale), che invece oggi (e fino al 31 dicembre) sono applicate in misura proporzionale e su una base imponibile determinata sul valore convenuto dell’immobile senza considerare le eventuali passività trasferite.

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