Diritto

Imposta di registro: obbligati al pagamento restano le parti sostanziali dell’atto

Imposta di registro: obbligati al pagamento restano le parti sostanziali dell’atto
L’avviso di liquidazione per l’integrazione dell’imposta versata, notificato al notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare si sia avvalso della procedura di registrazione telematica e, in tale veste, abbia provveduto alla relativa autoliquidazione e al corrispondente versamento, può essere impugnato anche dalle parti contraenti in quanto la previsione dell’avviso di liquidazione al notaio vale, solo, a costituirlo quale responsabile d’imposta, tenuto all’integrazione del versamento, ma non incide sul principio per cui soggetti obbligati al pagamento dell’imposta restano le parti sostanziali dell’atto medesimo

La notificazione dell’avviso di liquidazione per l’integrazione dell’imposta versata, notificato al notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare si sia avvalso della procedura di registrazione telematica, ed in tale veste abbia provveduto alla relativa autoliquidazione ed al corrispondente versamento vale, solo, a costituirlo quale responsabile d’imposta, tenuto all’integrazione del versamento, ma non incide sul principio per cui soggetti obbligati al pagamento dell’imposta restano le parti sostanziali dell’atto medesimo. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5019 del 12 marzo 2015.

IL FATTO
L’Agenzia delle Entrate notificava ad alcuni contribuenti degli avvisi di liquidazione per imposta di registro, ipotecaria e catastale concernenti la compravendita da loro stipulata registrata telematicamente dal notaio rogante, che venivano in seguito annullati, su ricorso di uno di essi, dalla Commissione Tributaria Provinciale.

Anche la Commissione Tributaria Regionale, adita dall’ufficio, respingeva il gravame, facendo leva sul dato che la legge ravvisa nel notaio l’unico soggetto abilitato a versare l’imposta, di guisa che, ha soggiunto, i contribuenti non hanno alcuna possibilità di controllarne la correttezza dell’operato, essendo onerati soltanto di fornire la provvista necessaria ai pagamenti dovuti.

Avverso questa sentenza l’ufficio ha proposto ricorso in cassazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dall’ufficio. Sul punto, gli Ermellini richiamano il principio che la Suprema Corte (Cass. 10 agosto 2010, n. 18493) ha già avuto occasione di affermare, secondo cui la notificazione dell’avviso di liquidazione per l’integrazione dell’imposta versata, notificato al notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare si sia avvalso della procedura di registrazione telematica, ai sensi del D.Lgs. n. 463 del 1997, come modificato dal D.Lgs. n. 9 del 2000, ed in tale veste abbia provveduto alla relativa autoliquidazione ed al corrispondente versamento vale, solo, a costituirlo quale responsabile d’imposta, tenuto all’integrazione del versamento, ex art. 13 D.Lgs. n. 472 del 1997, ma non incide sul principio, fissato dall’art. 57 D.P.R. n. 131 del 1986, per cui soggetti obbligati al pagamento dell’imposta restano le parti sostanziali dell’atto medesimo.

Principio, questo, destinato a rimanere fermo anche nel caso in cui il notaio rogante abbia omesso di provvedere al versamento delle somme destinate al pagamento (Cass. 12 giugno 2009, n. 13653).

Da qui, dunque, l’accoglimento del ricorso.

La notificazione dell’avviso di liquidazione per l’integrazione dell’imposta versata, notificato al notaio rogante che, in sede di rogito di compravendita immobiliare si sia avvalso della procedura di registrazione telematica, ai sensi del D.Lgs. n. 463 del 1997, come modificato dal D.Lgs. n. 9 del 2000, ed in tale veste abbia provveduto alla relativa autoliquidazione ed al corrispondente versamento vale, solo, a costituirlo quale responsabile d’imposta, tenuto all’integrazione del versamento, ex art. 13 D.Lgs. n. 472 del 1997, ma non incide sul principio, fissato dall’art. 57 D.P.R. n. 131 del 1986, per cui soggetti obbligati al pagamento dell’imposta restano le parti sostanziali dell’atto medesimo.

Approfondimento

Con riferimento alla responsabilità del notaio per il mancato pagamento delle imposte dovute dalle parti, si ricorda che – in base alla solidarietà passiva – il notaio è tenuto, quale responsabile di imposta, a corrispondere all’Erario le somme dovute a fronte della registrazione dell’atto perfezionato per il suo tramite.
L’eventuale pagamento effettuato dal pubblico ufficiale definisce il rapporto tributario anche rispetto all’obbligato principale, che più non potrebbe pertanto domandare all’Amministrazione finanziaria il rimborso di quanto corrisposto.
Così, ad esempio, il notaio risponde in via solidale delle imposte dovute a fronte del conferimento in natura effettuato nel corso di un’operazione di aumento del capitale sociale.
La peculiare posizione pubblicistica del notaio informa anche le conseguenze del mancato versamento delle imposte e dei tributi pure allo stesso corrisposti dal cliente. Al riguardo è stato deciso che la predetta condotta non integra semplicemente il reato di appropriazione indebita, bensì piuttosto di peculato. La consapevole inesattezza delle imputazioni effettuate telematicamente allo scopo di evitare la corresponsione delle imposte anticipate dai clienti può parallelamente determinare il perfezionamento anche del reato di falso ideologico.
Pur tuttavia sono sempre le parti a subire le conseguenze “tributarie” derivanti dal mancato pagamento delle imposte che il notaio non ha provveduto a versare.
Corte di Cassazione – Ordinanza N. 5019/2015

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