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Imposta di bollo sui conti correnti: le risposte delle Entrate

Imposta di bollo sui conti correnti: le risposte delle Entrate
Con la circolare n. 15/E del 2013, l’Agenzia delle Entrate è tornata ad occuparsi dell’imposta di bollo applicabile alle risultanze degli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari

Con la circolare n. 15/E del 2013, l’Agenzia delle Entrate è tornata ad occuparsi dell’imposta di bollo applicabile alle risultanze degli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari.
Nel documento di prassi, l’Agenzia delle Entrate ha raccolto le risposte fornite alle associazioni di categoria del mondo bancario in merito alla definizione dell’ambito soggettivo e oggettivo e alle modalità di pagamento dell’imposta di bollo dovuta su conti correnti e sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari.

Le nuove indicazioni fanno seguito a quelle contenute nella circolare n. 48/E del 2012, in ordine alla disciplina dettata dall’art. 13 , commi 2-bis e 2-ter della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642/1972, all’esito delle modifiche apportate dall’art. 19 del decreto Salva Italia.

Ambito soggettivo. Tra i vari chiarimenti, l’Agenzia ha precisato che la nuova imposta di bollo – che si ricorda essere dovuta in misura fissa (34,20 euro) sugli estratti di conto corrente e sui rendiconti dei libretti di risparmio, e in misura proporzionale (1,5 per mille annuo) sulle comunicazioni periodiche relative ai prodotti finanziari – non trova applicazione per i rapporti intrattenuti dagli enti gestori con i Confidi. Ciò in quanto, tali soggetti devono ritenersi esclusi dalla nozione di “cliente”, contenuta nel provvedimento 9 febbraio 2011 della Banca d’Italia.

In relazione agli atti e documenti, emessi e ricevuti a seguito di rapporti intrattenuti con i Confidi, troverà dunque applicazione l’imposta di bollo “ordinaria” dovuta, ad esempio, sugli assegni, sui contratti e sulle ricevute bancarie.

Per le stesse ragioni, la circolare chiarisce che debbono ritenersi esclusi dall’applicazione dell’imposta anche i rapporti che l’ente gestore intrattiene con le amministrazioni dello Stato.

Diversamente, la circolare chiarisce che la nuova imposta è dovuta con riferimento ai rapporti di conto corrente, libretti di risparmio o rapporti relativi a prodotti finanziari intrattenuti dagli enti gestori con le fondazioni bancarie.

Per quanto concerne i prodotti finanziari emessi da società industriali, la circolare chiarisce che – salvo casi particolari – non troverà applicazione l’imposta di cui al comma 2-ter dell’art. 13, in quanto non si è in presenza di soggetti riconducibili agli enti gestori, così come definiti dal D.M. 24 maggio 2012.

Ambito oggettivo. La circolare n. 15/E/2013 affronta alcune tematiche relative all’ambito oggettivo dell’imposta applicabile agli estratti conto e ai rendiconti dei libretti di risparmio.

In prima battuta, richiamando la circolare n. 48/E/2012, il documento di prassi chiarisce che tale imposta deve essere applicata nella misura fissa prevista dall’art. 13, comma 2-bis, per i depositi che costituiscono la provvista di un rapporto di conto corrente.

Diversamente, nel caso di contratti giuridicamente distinti dal conto corrente ovvero di conti di deposito, la cui funzione principale non sia quella di fornire una provvista al conto, l’imposta deve essere applicata nella misura proporzionale (art. 13, comma 2-ter).

Devono ritenersi esclusi dall’ambito di applicazione dell’imposta di bollo sui conti correnti i conti offerti dagli istituti di pagamento e dagli istituti di moneta elettronica (IMEL). Conseguentemente, alle rendicontazioni inviate da tali istituti sarà applicabile l’imposta di bollo ordinaria, in misura pari a 1,81 euro.

Di particolare interesse è poi il chiarimento dettato in ordine alla determinazione dell’imposta dovuta per i rapporti intestati agli imprenditori individuali. In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel caso in cui l’intestatario del rapporto sia il titolare di una ditta individuale, l’imposta dovrà essere applicata nella misura prevista per le persone fisiche, a prescindere dall’attività da questi esercitata.

Imposta sui prodotti assicurativi. Il documento di prassi precisa che l’imposta di bollo non trova applicazione per le polizze assicurative e i contratti di capitalizzazione stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000, i quali scontano già l’imposta sui premi assicurativi nella misura del 2,5%. Ricadono invece nel campo di applicazione dell’imposta gli atti e i documenti relativi ai predetti contratti assicurativi esentati dall’imposta sulle assicurazioni.

Versamento dell’imposta. La circolare detta, infine, alcuni chiarimenti in merito alle modalità di assolvimento dell’imposta. In proposito, l’Agenzia precisa che le società fiduciarie ammesse all’esercizio dell’attività di gestione di patrimoni mediante operazioni aventi ad oggetto valori mobiliari (riconosciute ai sensi dell’art. 17, legge n. 1/1991) sono tenute al versamento dell’acconto entro il 16 aprile. Tale anticipo non è invece dovuto dalle società fiduciarie “statiche”, in quanto escluse dal novero delle imprese di intermediazione mobiliare di cui alla legge n. 1/1991.

Agenzia Entrate – Circolare n. 15/E 2013

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