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Imposta di bollo su documenti informatici: scomputabile l’acconto pagato con F23

Imposta di bollo su documenti informatici: scomputabile l’acconto pagato con F23
L’acconto sull’imposta di bollo assolta sui documenti informatici per il 2014, versato con il modello F23 sulla base delle regole previgenti rispetto all’entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014, può essere scomputato dal versamento a saldo da effettuare in unica soluzione, con F24 telematico, entro il 30 aprile 2015

L’acconto sull’imposta di bollo assolta sui documenti informatici per il 2014, versato con il modello F23 sulla base delle regole previgenti rispetto all’entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014, può essere scomputato dal versamento a saldo da effettuare in unica soluzione, con F24 telematico, entro il 30 aprile 2015. A chiarirlo l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 43/E del 28 aprile 2015.

Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014, recante “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 giugno 2014, ha introdotto all’art. 6 nuove modalità di assolvimento dell’imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari.
In particolare, il comma 1 del citato art. 6 prevede che “L’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti è corrisposta mediante versamento nei modi di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con modalità esclusivamente telematica”.

Per “documenti informatici fiscalmente rilevanti” ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo nei modi previsti dal D.M. devono intendersi i libri e registri di cui all’art. 16, lettera a), della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972 e le fatture, note e simili di cui all’art. 13, n. 1, della tariffa, parte prima, allegata al citato D.P.R.

L’imposta è corrisposta mediante versamento nei modi di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con modalità esclusivamente telematica, vale a dire mediante Modello di pagamento F24, con il codice tributo “2501” denominato “imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – articolo 6 del decreto 17 giugno 2014”, istituito con la risoluzione n. 106 del 2 dicembre 2014.

Per quanto riguarda i termini di versamento, il comma 2 dell’art. 6 del D.M. prevede che “il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio”.
L’anno deve essere inteso come anno solare e l’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati deve essere calcolata in relazione a tale periodo.
In applicazione delle disposizioni introdotte con il D.M. 17 giugno 2014, l’Agenzia ritiene, quindi, che il versamento relativo ai documenti informatici emessi o utilizzati nell’anno 2014 deve essere effettuato entro il 30 aprile 2015.

Il comma 2 dell’art. 6 prevede, inoltre, che “Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto”.
Analogamente a quanto prevedeva il precedente D.M. del 23 gennaio 2004, il comma 3 dell’art. 6 del D.M. dispone che “L’imposta sui libri e sui registri di cui all’art. 16 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse”.
La norma in argomento non detta, dunque, una specifica disciplina transitoria per i contribuenti che, alla data di entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014, avevano già versato l’acconto, secondo le previsioni dettate dal D.M. 23 gennaio 2004, dell’imposta di bollo per i documenti informatici relativi all’anno 2014.
In assenza di specifiche previsioni al riguardo, l’Agenzia ritiene, dunque, anche al fine di semplificare gli adempimenti in capo ai contribuenti, che i versamenti effettuati in acconto con il Mod. F23 nel mese di gennaio 2014 per i documenti informatici formati nel medesimo anno in applicazione delle previsioni contenute nel previgente D.M. 23 gennaio 2004, possano essere scomputati dall’imposta di bollo da versare entro il 30 aprile 2015.

Tale interpretazione appare coerente con il principio già affermato dall’Agenzia, con la circolare n. 16 del 14 aprile 2015, con riferimento al pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale, ai sensi degli articoli 15 e 15-bis del D.P.R. n. 642 del 1972. In tale sede, è stato, infatti chiarito che “il passaggio dal sistema di pagamento tramite il modello F23 a quello tramite il modello F24 non determina un’interruzione nella continuità dei pagamenti e, pertanto, gli importi versati tramite il modello F23 sono scomputabili dai pagamenti da effettuare con il modello F24”.
Nel diverso caso in cui l’importo pagato a titolo di acconto, nel mese di gennaio 2014 con il modello F23, risulti superiore all’imposta di bollo dovuta per i documenti informatici emessi o utilizzati per l’anno 2014, la differenza di imposta potrà essere chiesta a rimborso ai sensi dell’art. 37 del D.P.R. n. 642.

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 43/E/2015

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