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Impennata record dei reati tributari

Impennata record dei reati tributari
Nei primi sei mesi dell’anno la Guardia di Finanza ha inviato alle Procure circa 6.700 denunce per fenomeni di evasione fiscale penalmente rilevanti

Una corsa senza fine. L’evasione fiscale finisce sempre più in Procura. Nei primi sei mesi dell’anno la Guardia di Finanza ha denunciato quasi 6.700 illeciti tributari penalmente rilevanti, su cui incide anche la crescita di omessi versamenti di Iva e ritenute. Con questa tabella di marcia il 2013 si avvia a segnare un incremento del 12% delle violazioni accertate rispetto a due anni fa. E con l’abbassamento delle soglie di punibilità per alcune violazioni deciso dalla manovra di Ferragosto del 2011 «è ragionevole che il numero sia destinato a crescere», come spiega il colonnello Giuseppe Arbore, a capo dell’ufficio tutela entrate del Comando generale della Guardia di Finanza.

A guardare la composizione delle denunce si scoprono almeno tre tendenze. La prima è che il peso specifico maggiore è rappresentato da forme di vera e propria frode fiscale, come nel caso delle dichiarazioni fraudolente (un reato su quattro tra quelli scoperti) e l’utilizzo delle false fatture. Un problema che si porta dietro ripercussioni oltre il campo tributario e che intrecciano altri fronti penali: indebita percezione di fondi comunitari, pagamento di tangenti e riciclaggio di denaro sporco.

La seconda tendenza di fondo è rappresentata dall’aumento degli evasori totali. Le denunce per omessa dichiarazione (con le ultime regole il reato scatta se ciascuna imposta evasa è superiore a 30mila euro) sono state quasi 1.500 da gennaio a giugno, con la prospettiva a fine anno di arrivare a un aumento di oltre il 40% rispetto al 2011. Dietro si nascondono «comportamenti particolarmente insidiosi e lesivi dei bilanci pubblici – rileva ancora il colonnello – come quelli legati alla fiscalità internazionale: è il caso dell’esterovestizione delle società che consiste nella finta ubicazione in Paesi a basso prelievo fiscale». Più in generale, i soggetti totalmente in nero scoperti dalle Fiamme gialle nel primo semestre dell’anno sono stati oltre 4.200 (in leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2012).

Il terzo aspetto è che, nonostante le Fiamme gialle concentrino la loro attività su forme di evasione più complessa, «si riscontra un netto incremento – fa notare Arbore – delle violazioni relative agli omessi versamenti, in parte legato alla scarsa liquidità dei contribuenti per effetto della crisi». Il peso di mancati pagamenti di ritenute e Iva (somme dichiarate e non versate) sul totale delle violazioni accertate è salito dal 3,9% del 2010 al 6,5% dei primi sei mesi del 2013, con un incremento che a fine anno si prospetta ben oltre il 50% rispetto al 2011. Si tratta di reati che scattano, in entrambi i casi, se non si versa più di 50mila euro: un limite tutt’altro che difficile da raggiungere per una piccola o media attività in un periodo di difficoltà economica come quello attuale.

Ma è solo un lato della medaglia. Perché anche l’Agenzia delle Entrate può segnalare alle Procure violazioni penali qualora vi siano i presupposti e così gli uffici del fisco possono beneficiare di un prolungamento dei tempi per i controlli. Quindi è verosimile che anche da quel fronte il lavoro sul tavolo dei Pm stia aumentando. Del resto, per ogni cento notizie di reato ricevute tra il 2010 e giugno 2012 ne erano state smaltite 48, di cui 32 con una richiesta di rinvio a giudizio (o un decreto di condanna o un’altra modalità di esercizio dell’azione penale) e 16 con una richiesta di archiviazione.

Anche questo è un dato di cui tener conto nel cammino in Parlamento e poi nell’attuazione della delega fiscale. Il testo consegnato dal comitato ristretto alla commissione Finanze della Camera traccia la strada per una depenalizzazione degli illeciti meno gravi a cui si sostituirebbe una sanzione amministrativa. Ma un altro dei fronti molto problematici resta la deriva penale dell’abuso del diritto e dell’elusione, che rischia di diventare quasi automatica visto che le contestazioni sono sempre elevate e, quindi, superano le soglie previste per i reati.

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