Fisco

Immobili fantasma: aggiornamento al catasto entro il 2 aprile, le sanzioni

Multe dai 2 agli 8 mila euro. L’aggiornamento non sana eventuali mancanze di permessi edilizi
Multe dai 2 agli 8 mila euro. L’aggiornamento non sana eventuali mancanze di permessi edilizi

Chi possiede uno o più immobili “fantasma”, cioè non iscritti al catasto, ha tempo fino al prossimo 2 aprile per effettuare l’aggiornamento catastale ed evitare le sanzioni previste. Il D.l. 16/2012 prevede che i soggetti possessori debbano aggiornare le proprie posizioni catastali entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei Comuni dove sono stati individuati fabbricati o parti di fabbricato non dichiarati al catasto. Poichè l’elenco è stato pubblicato lo scorso 30 novembre (guarda l’elenco), il termine ultimo cade al 30 marzo. Tale giorno però è la domenica di Pasqua, dunque la data limite slitta al 2 aprile.

Gli immobili “fantasma” sono quelle costruzioni a cui è stata attribuita una rendita presunta dopo i rilievi dell’Agenzia del Territorio. Chi non rispetta il termine ultimo del 2 aprile per la regolarizzazione subirà una sanzione quadruplicata rispetto alla rendita dell’immobile. I contribuenti devono presentare gli atti di aggiornamento catastale secondo le modalità previste dall’art. 1 del Decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701.

La mancata presentazione dell’atto di aggiornamento entro il 2 aprile 2013 “comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative previste all’art. 2, comma 12, del Decreto legislativo n. 23/2011”. Il 75% dell’importo della sanzione viene versato ai Comuni dove sono ubicati gli immobili sottoposti all’accertamento. Le sanzioni possono andare da un minimo di 2.000 euro ad un massimo di 8.000 euro per i casi più gravi.

E’ bene specificare che con l’aggiornamento catastale si può solamente accertare l’accatastamento dell’immobile e non ovviare alla mancanza di permessi edilizi e/o urbanistici – di cui si occupano i comuni. In questo senso la procedura messa in atto dall’Agenzia del Territorio è diversa da un condono.

L’atto di attribuzione della rendita presunta fatto dall’Agenzia del Territorio può essere contestato con un ricorso da presentare alla Commissione Tributaria provinciale competente. Il termine per fare ciò inizia a decorrere trascorsi 60 giorni dalla data di pubblicazione del comunicato sulla Gazzetta Ufficiale. La scadenza è anch’essa il prossimo 2 aprile.

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