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Immigrati e lavoro: un trend in crescita?

Immigrati e lavoro: un trend in crescita?
La maggiore vivacità “imprenditoriale” nei tempi della crisi viene, a sorpresa, palesata dagli stranieri, così come l’incremento dell’occupazione che, in termini relativi, va a vantaggio di questi ultimi, specialmente se al Nord

La maggiore vivacità “imprenditoriale” nei tempi della crisi viene, a sorpresa, palesata dagli stranieri, così come l’incremento dell’occupazione che, in termini relativi, va a vantaggio di questi ultimi, specialmente se al Nord. Crescono, di conseguenza, le richieste di prestito stranieri per l’avvio di un’attività imprenditoriale, così come il numero di conti correnti intestati ad attività ed aziende con una buona percentuale di donne immigrate (che arriva al 40%).

Dall’analisi invece della maggiore propensione al “rischio di impresa” risultano molto attive, come etnie, quelle cinesi ed egiziane, ma anche pakistane, macedoni e del Bangladesh. Sono soprattutto questi ultimi che hanno visto una forte crescita nell’avvio di nuove attività, e solo a seguire si rilevano cinesi e egiziani (comunque già molto presenti anche in precedenza).

Dal punto di vista percentuale, secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sull’inclusione finanziaria, nell’ultimo anno, la crescita dell’apertura di conti correnti a stranieri è stata soprattutto a vantaggio ancora una volta del Bangladesh con una crescita del +22%, quindi a seguire i cittadini del Pakistan con un +14%, ed ancora quelli di India e Cina con un +12% per ciascuna (mentre per le altre si scende sotto la soglia del 10%).

Un dato, secondo l’Osservatorio, importante per comprendere come sia cambiato non solo il tessuto sociale, ma anche quello economico, così da poter uniformare il lato dell’offerta, con prodotti più specifici sia per il settore bancario privato, che per quello pubblico. Una tendenza che già si è manifestata con l’approvazione di una serie di bandi, destinati al sostegno per l’avvio di attività produttive di vario genere, da parte soprattutto delle Regioni dove la percentuale di immigrati “attivi” imprenditorialmente è già molto elevata.

Le Regioni maggiormente coinvolte risultano essere quelle del Nord Italia, dove si concentra ben l’85% dei lavoratori stranieri, anche se per il Sud, nonostante le difficoltà dell’occupazione (con un drammatico contributo all’innalzamento del tasso di disoccupazione per oltre il 70%) il numero di occupati non italiani è cresciuto oltre la soglia dell’11%.

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