Diritto

Illegittimo licenziare il lavoratore in malattia occasionalmente impiegato altrove

E’ da ritenersi illegittimo il licenziamento intimato al prestatore di lavoro in malattia trovato intento a prestare la propria opera per un periodo di tempo limitato (tre giorni non interi) presso l’agenzia immobiliare di un congiunto, se l’attività non è tale da comprometterne la guarigione.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23365/2013 che ha respinto il ricorso presentato dall’azienda.

LA DECISIONE

Gli ermellini concludono condividendo l’orientamento avanzato in sede di gravame dalla Corte di Appello di Napoli secondo cui le contestazioni dell’azienda erano generiche mancando non solo la specificazione circa il numero di volte in cui il dipendente era stato trovato intento a lavorare, ma non era stata indicata neanche la presunta attività compiuta.

Anche il rapporto investigativo di una società privata era impreciso e comunque le attività dedotte risultavano compatibili con la patologia sofferta dall’appellato così come certificata.

Il dipendente avrebbe lavorato presso l’agenzia solo tre giorni svolgendo prestazioni varie e non per tutto il tempo dell’apertura, dunque si doveva concludere nel senso che la condotta addebitata era caratterizzata da “occasionalità e sporadicità” e dunque tale da non violare i canoni di correttezza e buona fede. Infatti, “lo stato di malattia era indubitabile e le marginali attività espletate non avrebbero, in realtà, potuto rendere più difficile il processo di guarigione, anzi poteva affermarsi che tali attività potevano avere un’incidenza funzionale e positiva per la stessa guarigione”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 23365/2013

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