Lavoro

Il tentativo di conciliazione dinanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro

Il tentativo di conciliazione dinanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro
Il Collegato Lavoro ha riscritto il tentativo di conciliazione dinanzi alla DTL rendendolo facoltativo e non più obbligatorio per la procedibilità della domanda

Il Collegato Lavoro (art. 31 della legge n. 183/2010) ha riscritto gli artt. 410 e segg. c.p.c., prevedendo che il tentativo di conciliazione non fosse più obbligatorio per la procedibilità della domanda davanti al Giudice del lavoro, ma divenisse soltanto facoltativo e, quindi, eventuale. L’unico tentativo a rimanere obbligatorio era quello per la conciliazione sui contratti certificati, al quale si è aggiunto, dal 18 luglio 2012, il nuovo tentativo preventivo di conciliazione introdotto dalla legge Fornero per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (art. 1, legge n. 92/2012). Il filtro della conciliazione facoltativa stragiudiziale riguarda in ogni caso i rapporti individuati dall’art. 409 c.p.c., che elenca, in modo tassativo, le fattispecie alle quali sono applicabili le norme che disciplinano il processo del lavoro (come introdotto dalla legge n. 533/1973).

Le fattispecie nel dettaglio

Si tratta di:

  1. rapporti di lavoro subordinato anche se non inerenti all’esercizio di una impresa;
  2. rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari;
  3. rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato;
  4. rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economica;
  5. rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreché non siano devoluti dalla legge ad altro giudice.

Il nuovo testo dell’art. 410 c.p.c. introduce numerose innovazioni per il tentativo facoltativo di conciliazione, valido sia per il settore privato che per quello pubblico senza più differenziazioni. Fondamentale resta il ruolo delle Direzioni Territoriali del Lavoro, presso le quali seguita a trovare sede la Commissione di provinciale di conciliazione, individuata come prima sede operativa dell’istituto riformato.

Richiesta di conciliazione

La richiesta di conciliazione, regolarmente sottoscritta, deve essere:

  • in originale, consegnata a mano o spedita con raccomandata con avviso di ricevimento o inviata a mezzo e-mail certificata (PEC) alla DTL;
  • in copia, consegnata a mano ovvero spedita con raccomandata A/R o inviata a mezzo e-mail certificata alla DTL alla controparte.

Sia per l’invio alla DTL che per l’inoltro alla controparte resta escluso l’utilizzo del fax, per espressa scelta del Legislatore. La richiesta di conciliazione può essere avanzata dal lavoratore o dal datore di lavoro anche per il tramite di un’associazione sindacale alla quale si conferisce mandato. La richiesta di conciliazione interrompe il decorso della prescrizione e sospende il decorso di ogni termine di decadenza per la durata del tentativo di conciliazione e per i 20 giorni successivi alla sua conclusione.

La richiesta di conciliazione deve contenere (art. 410, comma 6, c.p.c.):

  • le generalità di entrambe le parti;
  • l’indicazione del luogo della conciliazione.
    Per l’espletamento del tentativo di conciliazione, esattamente come per l’individuazione del giudice del lavoro competente, la parte attrice può scegliere, in base all’art. 413 cod. proc. civ., se trattasi di lavoro subordinato (comunque articolato, standard o flessibile), fra tre fori alternativi (in merito anche Cass. 18 gennaio 2005, n. 850):

    1. quello dove è sorto il rapporto;
    2. quello dove ha sede l’azienda o la sua dipendenza cui è addetto il lavoratore;
    3. quello dove il lavoratore prestava la sua opera alla fine del rapporto.

    Se il tentativo di conciliazione viene avanzato, invece, con riferimento a un rapporto di lavoro “parasubordinato”, unico foro competente è quello del domicilio del lavoratore (art. 413, comma 4, cod. proc. civ.; Cass. 11 maggio 1994, n. 4581). Se la conciliazione è tentata per una mancata costituzione del rapporto di lavoro, ad esempio per mancata assunzione del lavoratore disabile avviato obbligatoriamente (legge n. 68/1999), competente a trattare della controversia è la Commissione del luogo in cui ha sede il Servizio provinciale per l’impiego che ha emesso l’atto di avviamento al lavoro (Cass., S.U., 10 agosto 2001, n. 11043);

  • l’indicazione del luogo dove devono essere fatte le comunicazioni;
  • l’esposizione dei fatti e delle ragioni che li sostengono.

Elementi essenziali della procedura

La DTL che istruisce il tentativo di conciliazione in base alla richiesta pervenuta dovrà preventivamente valutare che dalla stessa si possa individuare con certezza, con riferimento al proprio ambito territoriale di competenza, la sussistenza di uno dei tre fori alternativi. Fatta questa verifica procederà secondo quanto previsto dagli artt. 410 – 411 c.p.c., come novellati dalla legge n. 183/2010. La DTL deve verificare che le parti che abbiano deciso di farsi rappresentare dinanzi alla Commissione di Conciliazione non presenziando personalmente abbiano rilasciato idonea procura a conciliare e transigere per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Alla autenticazione, peraltro, può provvedere anche il personale della DTL presso cui il delegante potrà presentarsi per l’identificazione, munito di valido documento di riconoscimento. Il Ministero del Lavoro nella Lettera circolare n. 3428 del 25 novembre 2010 ha chiarito in proposito che «con riferimento alla rappresentanza (del ricorrente e del convenuto) nulla cambia per la delega a conciliare e transigere che seguiterà ad essere rilasciata davanti ad un notaio o ad un funzionario della Direzione territoriale del lavoro con piena validità, mentre risulterà non ammissibile la autentica rilasciata dall’addetto del Comune o dall’Avvocato che rappresenta e assiste il proprio cliente». In particolare, a seguito della richiesta di conciliazione inviata alla DTL e alla controparte si ha una cadenza specifica di termini:

  • il tempo totale della procedura è stabilito in 60 giorni (termine ordinatorio) per consentire l’accettazione della procedura da parte del convenuto; solo dopo aver ricevuto la disponibilità anche della controparte a dare inizio alla procedura conciliativa, la Commissione fissa la comparizione delle parti per l’esperimento del tentativo di conciliazione;
  • entro 20 giorni può aversi l’eventuale deposito della memoria di controparte per aderire al tentativo di conciliazione; Non di rado, nel replicare alla domanda del lavoratore. Se il datore di lavoro, convenuto per l’esperimento del tentativo di conciliazione davanti alla DTL, intende accettare la procedura di conciliazione, deve depositare presso la Commissione di conciliazione, una memoria contenente le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, nonché le eventuali domande in via riconvenzionale con cui il datore di lavoro muove una eccezione o una richiesta contraria;
  • entro 10 giorni dal deposito della memoria la DTL procede a convocare le parti per la loro comparizione dinanzi alla Commissione provinciale di Conciliazione;
  • entro 30 giorni dalla convocazione delle parti deve svolgersi il tentativo di conciliazione (art. 410, comma 7, c.p.c.). Quando le parti, concordemente e contestualmente, intendano procedere ad espletare il tentativo di conciliazione, presentano la richiesta congiuntamente alla DTL, in tal caso la Commissione di conciliazione provvederà ad avviare la procedura senza attendere i termini previsti per la presentazione delle memorie.

Se il convenuto non accetta la procedura conciliativa, la stessa si intende conclusa per abbandono e la controparte non deve inviare nessun atto alla Commissione di conciliazione e ciascuna delle parti può liberamente adire l’Autorità Giudiziaria. Qualora la conciliazione riesca, anche parzialmente, si redige processo verbale sottoscritto dalle parti e dalla Commissione. Il giudice, su istanza di parte, dichiara esecutivo il verbale.

Se non riesce?

Quando la conciliazione non riesce, la Commissione deve presentare alle parti una proposta conciliativa per la definizione della controversia, in caso di mancata accettazione della proposta le parti devono adeguatamente motivare il rifiuto, essendo soggette a specifica valutazione del giudice in occasione della trattazione del successivo ricorso.
Quando non si raggiunge l’accordo, la Commissione è tenuta a formulare la proposta che deve essere inserita obbligatoriamente nel verbale, il quale deve contenere anche l’espressa indicazione delle posizioni manifestate da entrambi le parti (art. 411, comma 2, c.p.c.).

Fac-simile richiesta di conciliazione alla DTL

Alla Direzione Provinciale del Lavoro di ____________
Servizio Politiche del Lavoro – Commissione Provinciale di Conciliazione delle Controversie Individuali di Lavoro
Via ___________________ CAP ___ CITTÀ ___
Tramite Associazione Sindacale/Studio Legale __________________
di __________________

Il sottoscritto (COGNOME E NOME) ____________________________________________________ nato a (luogo di nascita ______________________________ il (GG/MM/AAAA ) _____________ sesso (M/F) _____ e domiciliato nel comune di ______________________________ C.A.P. _______ Via ___________________________________________ n. ____ Codice Fiscale ________________ nazionalità __________________

CHIEDE

che sia esperito il tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 410 c.p.c. e art. 36 del Decreto Legislativo n. 80/98, nei confronti della ditta (RAGIONE SOCIALE DELLA DITTA) _____________________________________ esercente attività di (SETTORE PRODUTTIVO) ________________________ con sede in (COMUNE OVE RISIEDE LA DITTA)______________________________________ C.A.P. ______ Via _______________________________________________ n. ______ Codice Fiscale (CODICE FISCALE DELLA DITTA) ___________________________________, alle cui dipendenze è stato occupato dal ( GG/MM/AAAA) _________ al (GG/MM/AAAA) __________ con le mansioni di _____________ con la qualifica di _________________ CCNL applicato _________________________________ per le seguenti cause (SELEZIONARE LE VOCI DI INTERESSE):

  • Impugnativa di licenziamento comminato in data (GG/MM/AAAA) _______ a mezzo voce o lettera;
  • Differenza paga dal (GG/MM/AAAA) _______________ al (GG/MM/AAAA) ______________;
  • Mancata retribuzione dal (GG/MM/AAAA) ____________ al (GG/MM/AAAA) _____________;
  • Ferie non godute dal (GG/MM/AAAA) ____________ al (GG/MM/AAAA) _____________;
  • Riposo settimanale dal (GG/MM/AAAA) ____________ al (GG/MM/AAAA) _______________;
  • Compenso lavoro straordinario dal (GG/MM/AAAA) ____________ al (GG/MM/AAAA) ____________;
  • Festività nazionali ed infrasettimanali dal (GG/MM/AAAA) ____________ al(GG/MM/AAAA) ________;
  • Gratifica natalizia, 14° mensilità dal dal (GG/MM/AAAA) ____________ al(GG/MM/AAAA) ______________;
  • Indennità sostitutiva del preavviso;
  • T.F.R. (trattamento fine rapporto);
  • Passaggio di qualifica;
  • Altre voci _____________________________________.

Firma _____________________________
Luogo e data__________________
Il numero dei dipendenti occupati nell’azienda all’atto della presente richiesta è di n. _____ unità.

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