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Il San Raffaele chiude nel Lazio e licenzia oltre 2mila persone

La San Raffaele S.p.A. accusa la Regione Lazio e chiede di attivare urgentemente tutte le procedure per la presa in carico dei pazienti ricoverati presso le sue strutture entro e non oltre 72 ore
La San Raffaele S.p.A. accusa la Regione Lazio e chiede di attivare urgentemente tutte le procedure per la presa in carico dei pazienti ricoverati presso le sue strutture entro e non oltre 72 ore

Il gruppo San Raffaele chiude tutte le sue strutture sanitarie nel Lazio. E annuncia la messa in mobilità degli oltre 2.000 dipendenti. Lo annuncia il Presidente della San Raffaele S.p.A., Carlo Trivelli, a conclusione di una riunione sindacale. «Il mancato rispetto da parte della Regione Lazio degli accordi sottoscritti solo il 31 luglio – dichiara Trivelli – priva la San Raffaele della liquidità necessaria per garantire la prosecuzione delle attività del gruppo, che sarà, a questo punto, costretto a chiudere tutte le strutture del Lazio e ad attivare le procedure per la messa in mobilità di più di duemila dipendenti».

Con un telegramma inviato ai Prefetti delle province interessate, al commissario regionale per la Sanità, Nicola Zingaretti, e ai direttori generali delle aziende sanitarie locali competenti, la San Raffaele S.p.A. ha comunicato che si vede “costretta a procedere all’immediata, ancorché temporanea, sospensione di tutte le attività sanitarie, con progressiva cessazione di ogni rapporto di lavoro con i dipendenti e i collaboratori“. Con lo stesso telegramma, la San Raffaele S.p.A., riservandosi di agire per il risarcimento dei conseguenti danni subiti e subendi, ha invitato le aziende sanitarie locali ad “attivare urgentemente tutte le procedure per la presa in carico dei pazienti ricoverati presso le sue strutture entro e non oltre 72 ore“.

A causa della persistente inadempienza della Regione Lazio e delle Aziende sanitarie locali nel pagamento dei crediti correnti e pregressi – si legge – ivi compresi quelli derivanti da sentenze passate in giudicato e di quelli stabiliti dagli accordi sottoscritti, gli ultimi siglati in data 11 giugno e 31 luglio scorso“, la San Raffaele S.p.A. “è materialmente impossibilitata a provvedere al pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, nonché delle forniture di farmaci e presidi e di quant’altro indispensabile all’assistenza degli oltre 1.800 pazienti ricoverati presso le sue case di cura del Lazio; ragion per cui si vede costretta a procedere all’immediata, ancorché temporanea, sospensione di tutte le attività sanitarie, con progressiva cessazione di ogni rapporto di lavoro con i dipendenti e i collaboratori“.

Ugl: inaccettabile. Intervenga Zingaretti. “La proprietà del Gruppo San Raffaele intende dichiarare la chiusura delle attività, con il conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Chiediamo al presidente Zingaretti di intervenire per scongiurare questo tragico epilogo della vertenza“. Lo dichiarano in una nota il segretario dell’Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo, e il responsabile dell’Ugl Sanità Gruppo San Raffaele, Gianluca Giuliano.
E’ inaccettabile – aggiungono – la situazione che da tempo vivono i lavoratori del Gruppo: dopo mesi di attesa, si aspettavano che entro l’8 agosto fossero corrisposti almeno gli stipendi di maggio, invece arrivano ulteriori preoccupazioni da un continuo rimpallo di responsabilità tra azienda, Regione e Asl, nonché da impegni costantemente disattesi. Richiamiamo tutti i soggetti in campo ad un maggiore senso di responsabilità per trovare una soluzione che scongiuri sia la chiusura delle strutture sia il blocco delle attività di centri di eccellenza per le prestazioni sanitarie erogate. In caso contrario – conclude la nota – non esiteremo a manifestare tutto il nostro dissenso per l’esasperazione a cui si stanno portando i lavoratori e le loro famiglie“.

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