Fisco

Il ricorso rimette in gioco la notifica priva di data

L’impugnazione della cartella di pagamento sana il vizio di omessa indicazione della data di consegna nella relata di notifica se è stato un messo abilitato e correttamente qualificato a consegnare l’atto. Solo se la notifica della cartella fosse stata eseguita da un soggetto di cui fosse ignota la qualifica o non abilitato si sarebbe verificato, infatti, un vizio così radicato e profondo tale da comportarne l’inesistenza non sanabile neanche con la sua impugnazione. A precisarlo è stata la sentenza 122/4/2012 della Ctp Reggio Emilia (presidente e relatore Montanari).

IL CASO CONCRETO

Una Srl ha impugnato una cartella di pagamento emessa da Equitalia a seguito di iscrizione a ruolo da parte delle Entrate per maggiori imposte, sanzioni e interessi dovute a seguito di soccombenza anche in secondo grado di giudizio per due avvisi di accertamento relativi agli anni di imposta 2003 e 2004.
In particolare, la società ricorrente ha chiesto l’annullamento della cartella per due motivi: in via principale, per l’esistenza di un vizio proprio consistente nella mancata indicazione della data di notifica nella relata di notifica della cartella consegnata direttamente da messo notificatore; in via subordinata, invece, per violazione di un presunto impegno assunto dall’Agenzia delle Entrate ad annullare in autotutela gli avvisi di accertamento sottostanti e per presunta violazione del principio di neutralità dell’Iva.
Prima di pronunciarsi, la Ctp ha rilevato la questione di inesistenza della notifica della cartella di pagamento impugnata in quanto risultava eseguita da un soggetto di cui – nella relata di notifica depositata in copia sia dalla società ricorrente che dall’agente della riscossione – non risultava esplicitata né la qualifica né la funzione. Così, il collegio ha sospeso la decisione ed ha assegnato alle parti processuali un termine per il deposito di proprie osservazioni.
Con le proprie memorie, Equitalia e l’ufficio hanno fatto notare che il notificatore era identificato nella relata di notifica mediante nome e cognome e che era stato nominato messo notificatore e poi ufficiale della riscossione con appositi decreti. La società ricorrente, invece, non ha presentato alcuna memoria.
I giudici di primo grado hanno ritenuto da un lato provata la qualifica di soggetto notificatore (e, di conseguenza, la legittimità della notifica della cartella) e dall’altro sanato il vizio di mancata indicazione della data di notifica sulla cartella di pagamento con la sua impugnazione. Pertanto il collegio ha respinto il ricorso della società, condannandola alle spese giudiziali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

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