Diritto

Il ricorso in Cassazione avverso avviso di accertamento privo di motivazione deve riportare il contenuto integrale dello stesso

Il ricorso in Cassazione avverso avviso di accertamento privo di motivazione deve riportare il contenuto integrale dello stesso
Nel ricorso per Cassazione, il contribuente che sostenga la mancata motivazione dell’avviso di accertamento senza trascrivere il contenuto integrale dello stesso, va incontro alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza

Nel ricorso per Cassazione, il contribuente che sostenga la mancata motivazione dell’avviso di accertamento senza trascrivere il contenuto integrale dello stesso, va incontro alla declaratoria di inammissibilità del ricorso per difetto di autosufficienza.

Con sentenza n. 27192 del 4 dicembre 2013, la Corte di Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato da una contribuente dichiarandolo inammissibile per difetto di autosufficienza.

La vicenda trae origine dall’impugnazione da parte di una contribuente di un avviso di accertamento relativo ad una dichiarazione dei redditi, per plusvalenze maturate a seguito della cessione a titolo oneroso della quota parte di un terreno edificabile.

Mentre la CTP di Pescara accoglieva il ricorso, i giudici di secondo grado, innanzi ai quali veniva proposto appello dall’Agenzia delle Entrate, contrastavano quanto sostenuto dalla contribuente e ritenevano che l’avviso di accertamento oggetto di contestazione fosse adeguatamente motivato e tale da consentire non solo la piena conoscenza dell’an e del quantum della pretesa tributaria ma altresì il corretto esercizio del diritto di difesa.

Avverso tale decisione la contribuente ha, quindi, proposto ricorso per Cassazione deducendo la violazione e falsa applicazione degli articoli 42, D.P.R. n. 600/1973, 24 Cost. e 7 dello Statuto dei diritti del contribuente ex art. 360, n. 3 c.p.c., nonché la contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, ai sensi dell’art. 360, n. 5 c.p.c.

In particolare, nel ricorso la contribuente ha sottolineato come i giudici tributari avessero erratamente ritenuto motivato l’avviso di accertamento malgrado nello stesso si facesse riferimento, ai fini della determinazione della pretesa tributaria, ad un prospetto o conteggio che non era stato allegato, non consentendo così alla stessa una compiuta difesa.

I giudici di legittimità, tuttavia, nonostante le precise eccezioni, hanno rigettato il ricorso in relazione ad entrambi i motivi proposti, ritenendoli inammissibili per difetto di autosufficienza.

La Corte, nello specifico ha sottolineato come la parte che afferma l’inadeguata motivazione di un avviso di accertamento, è tenuta all’integrale trascrizione dello stesso, al fine di consentire ai giudici una sufficiente conoscenza del fatto sostanziale, per la valutazione immediata circa l’ammissibilità e fondatezza di quanto eccepito.

Del pari, poi, in relazione alla mancata allegazione di documentazione all’avviso di accertamento, è stato rilevato come “(…) il difetto di motivazione dell’atto impositivo, che faccia rinvio ad altri, costituenti il presupposto dell’imposizione, senza indicarne i relativi estremi di notificazione o di pubblicazione, non può condurre alla dichiarazione di nullità, allorché tale atto impositivo sia stato impugnato dal contribuente, il quale abbia dimostrato in tal modo di avere piena conoscenza dei presupposti dell’imposizione, per averli puntualmente contestati, ma abbia omesso di allegare e specificamente provare quale sia stato in concreto il pregiudizio che il vizio dell’atto abbia determinato al suo diritto di difesa (cfr. Corte Cass. SS.UU. 14.05.2010, n. 11722)”.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 27192/2013

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