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Il redditometro lascerà in pace i risparmi dei contribuenti

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Le spese medie Istat entreranno in gioco nel redditometro soltanto nella fase dell'eventuale contraddittorio tra Fisco e contribuente
Le spese medie Istat entreranno in gioco nel redditometro soltanto nella fase dell’eventuale contraddittorio tra fisco e contribuente

Le spese medie Istat entreranno in gioco nel redditometro soltanto nella fase dell’eventuale contraddittorio tra fisco e contribuente. Non solo. I risparmi 2009 e 2010 resteranno fuori dai primi controlli. I dati sulle disponibilità finanziarie iniziali dovranno essere prodotti in seconda battuta quando il contribuente sarà chiamato a confrontarsi con l’amministrazione finanziaria.

E per gli investimenti, anche se il decreto attuativo del redditometro non lo prevede espressamente, il fisco ha confermato che spalmerà le somme nei cinque anni precedenti. Sono alcune delle risposte fornite dall’Agenzia delle Entrate ieri alle associazioni di categoria nel corso di un videoforum sull’arrivo del nuovo redditometro.
Una serie di chiarimenti che – come confermato dall’amministrazione finanziaria – troveranno posto in almeno due circolari. Ma niente fretta: le istruzioni operative arriveranno solo al termine delle tornata elettorale e, inevitabilmente, dopo il via libera al redditometro da parte del nuovo Esecutivo. La doppia circolare consentirebbe ai tecnici del fisco di fornire subito istruzioni operative con esempi pratici agli uffici e successivamente di poter entrare più nel dettaglio affrontando analiticamente i nodi sul corretto funzionamento dello strumento di accertamento sintetico.
Tra i chiarimenti più attesi c’è quello sull’utilizzo delle medie Istat nella determinazione delle spese sostenute nel corso dell’anno da parte del contribuente. Il fisco ha sgombrato il campo da ogni equivoco e spiegato che le medie Istat restano fuori dal redditometro ed entreranno in gioco soltanto nel contraddittorio tra l’amministrazione e il contribuente. Le sole medie Istat che saranno utilizzate in prima battuta saranno quelle legate al reddito speso per “vivere e mangiare“. Ma ciò che conta alla fine sono sempre e solo le spese effettive. Tanto che anche sulla dibattuta prova contraria la sintesi dell’amministrazione sta nel fatto che la documentazione dovrà essere prodotta solo per la spesa per investimenti e consumi di elevato valore e per dimostrare che in realtà i beni riguardano la sola attività d’impresa. Dunque nessuna contabilità familiare e nessun maxi-archivio di scontrini e ricevute fiscali.
Per altro, come già chiarito a più riprese dai vertici delle Entrate, i dati su investimenti e consumi e il confronto tra il reddito speso e quello dichiarato dei primi 35mila contribuenti da sottoporre a redditometro sono già nelle mani dell’amministrazione.
Di rilievo anche la rinuncia in prima battuta ai dati sui risparmi dei contribuenti. Una rinuncia di fatto obbligata visto che mancano i dati sui flussi finanziari e dunque l’amministrazione finanziaria per fissare il punto di partenza ed evitare che l’eventuale risparmio finisca per essere considerato reddito sarà costretta a chiedere direttamente al contribuente il dato iniziale. Che potrà essere comunicato in contraddittorio. La situazione poi cambierà con il debutto della Super-anagrafe dei conti (per ora in stand by) che dovrebbe disporre delle informazioni sui saldi dei movimenti finanziari dal 2011 in poi.
Altro punto di svolta, confermato ieri, è il cambio di rotta sugli investimenti. Uno degli aspetti più critici del nuovo strumento era la considerazione delle spese, per esempio, per l’acquisto di un’auto o di un immobile con il reddito di un solo anno d’imposta. Naturalmente decurtando l’importo degli eventuali disinvestimenti (come la vendita di titoli o di un immobile già detenuto) effettuati nell’anno e nei quattro precedenti e i finanziamenti o i mutui contratti per l’acquisto. Ora, però, l’agenzia delle Entrare ha ribadito che tornerà all’antico: come nel vecchio redditometro gli investimenti saranno imputati su cinque periodi (quello accertato e i quattro precedenti) e quindi peseranno in modo più bilanciato sulla ricostruzione del reddito.

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