Diritto

Il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale opera in qualsiasi procedimento tributario

Il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale opera in qualsiasi procedimento tributario
Il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale opera in qualsiasi procedimento tributario, poiché “assume la doverosità della comunicazione di tutti gli atti lesivi della sfera giuridica del cittadino, comunicazione che costituisce il presupposto imprescindibile per la stessa impugnabilità dell’atto, in particolare nel processo tributario che è strutturato come processo di impugnazione di atti in tempi determinati rigidamente”

Il diritto al contraddittorio – vale a dire il diritto del contribuente ad essere sentito prima dell’emanazione del provvedimento tributario – è funzionale all’ordinato ed efficace sviluppo dell’istruttoria (art. 97 Cost.) e realizza l’inalienabile diritto di difesa del consociato (art. 24 Cost.). La Corte di Cassazione, con sentenza n. 25561 del 3 dicembre 2014, ha ribadito che il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale opera in qualsiasi procedimento tributario, poiché “assume la doverosità della comunicazione di tutti gli atti lesivi della sfera giuridica del cittadino, comunicazione che costituisce il presupposto imprescindibile per la stessa impugnabilità dell’atto, in particolare nel processo tributario che è strutturato come processo di impugnazione di atti in tempi determinati rigidamente”.

IL FATTO
La controversia scaturisce dall’impugnazione di un avviso di iscrizione ipotecaria su un immobile di proprietà del contribuente. Ribaltando la sentenza di prime cure, la CTR conferma la legittimità di tale atto. Nel ricorso per cassazione il contribuente deduce – tra l’altro – l’omessa pronuncia sulla mancata intimazione ad adempiere ex art. 50, D.P.R. n. 602/1973.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione, allineandosi a quanto statuito dalle Sezioni Unite nelle sentenze nn. 19667 e 19668 del 2014, ravvisa nel caso di specie una violazione del diritto al contraddittorio endoprocedimentale: prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili, l’Amministrazione finanziaria deve darne notizia al contribuente e concedergli un termine di 30 giorni per effettuare il pagamento oppure per esercitare il proprio diritto di difesa presentando osservazioni. L’omessa attivazione del contraddittorio endoprocedimentale determina la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento tributario.

La sentenza si segnala altresì perché vi si ribadisce che il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale opera in qualsiasi procedimento tributario, poiché, caratterizzando qualsiasi sistema di civiltà giuridica, “assume la doverosità della comunicazione di tutti gli atti lesivi della sfera giuridica del cittadino, comunicazione che costituisce il presupposto imprescindibile per la stessa impugnabilità dell’atto, in particolare nel processo tributario che è strutturato come processo di impugnazione di atti in tempi determinati rigidamente” (così Cass. SS.UU. 18 settembre 2014, n. 19667).

Tale comunicazione “è strutturalmente funzionale a consentire e a promuovere, da un lato, il reale ed effettivo esercizio del diritto di difesa del contribuente a tutela dei propri interessi e, dall’altro, l’interesse pubblico ad una corretta formazione procedimentale della pretesa tributaria e dei relativi mezzi di realizzazione” (ibidem).

La ratio del contraddittorio endoprocedimentale è duplice, risiedendo, da una parte, nella necessità di tutelare l’interesse – giuridicamente protetto – dei soggetti destinatari del procedimento ad averne conoscenza, a essere messi in condizione di controdedurre agli assunti su cui si basa l’iniziativa procedimentale dell’ufficio procedente e ad inserire nel complesso delle valutazioni procedimentali anche quelle attinenti ai legittimi interessi del privato destinatario, e, d’altra parte, nell’esigenza di garantire l’interesse al buon procedimento mediante una valutazione giuridico-fattuale completata dall’intervento procedimentale dei privati.

Il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale trova la propria copertura legislativa non soltanto nella legge sul procedimento amministrativo (legge n. 241/1990) e nello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212/2000, in particolare negli articoli 5, 6, 7, 10, comma 1, e 12, commi 2 e 7), ma anche – per le materie ricadenti sotto il diritto europeo – nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (articoli 41, 47 e 48, nonché le sentenze rese dalla Corte di Giustizia nella causa C-349/07 e nelle cause riunite C-12913 e C-13013).

Corte di Cassazione – Sentenza N. 25561/2014

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