Italia

Il premier Renzi spiega il decreto Irpef in 10 tweet

Nessuna slide ma dieci tweet, hashtag #oraics, per illustrare i contenuti del dl approvato dal Consiglio dei ministri. Il premier annuncia che a partire da maggio ci saranno 80 euro in più in busta paga per chi ha un reddito da 8 a 26 mila euro, taglio del 10% dell'Irap per le aziende
Nessuna slide ma dieci tweet, hashtag #oraics, per illustrare i contenuti del dl approvato dal Consiglio dei Ministri. Il premier annuncia che a partire da maggio ci saranno 80 euro in più in busta paga per chi ha un reddito da 8 a 26 mila euro, taglio del 10% dell’Irap per le aziende

10 tweet, hashtag #oraics, sulla pagina di Palazzo Chigi per illustrare il decreto per il taglio dell’Irpef e dell’Irap approvato dal Cdm. E’ questa la nuova frontiera esplorata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, appassionato del social network, dopo che lo scorso marzo aveva presentato “La svolta buona” con una serie di slides.

Smentiti i gufi

“Sono felicissimo, abbiamo smentito i gufi”, esordisce il premier in conferenza stampa. Poi comincia ad illustrare i dieci punti in dieci tweet. Si comincia dalle auto blu: 5 al massimo per ogni ministero, spiega Renzi. Poi promette che entro 60 giorni saranno messe online le spese degli enti locali. Il dl, fa sapere il premier, fissa un tetto massimo agli stipendi dei megadirigenti della P.A. a 240 mila euro. La misura è stata ribattezzata ‘Norma Adriano Olivetti’ perchè nessuno, spiega Renzi, in un’azienda deve poter guadagnare 10 volte in più rispetto all’ultimo dei dipendenti. “Un principio di buon senso e un modo per fare la pace con gli italiani”.

Tetto agli stipendi

Un tetto che riguarderà anche i magistrati, “non credo che il taglio di 70 mila euro a un alto magistrato sia un attentato alla libertà e all’indipendenza della magistratura” ha detto il premier ritornando sul dibattito con l’Anm. “Accusare il governo di attentare all’indipendenza della magistratura è un atteggiamento da rispedire al mittente – dice – io rispetto il principio di separazione dei poteri e non commento le sentenze, quindi mi aspetto che i magistrati non commentino le leggi che li riguardano”.

80 euro da maggio

Il presidente del Consiglio assicura che a partire “dal mese di maggio” avverrà l’erogazione degli 80 euro al mese per coloro che hanno una busta paga sotto i 26 mila euro annui. Vale a dire 10 milioni di cittadini in tutto. Ci sarà poi una revisione del programma sugli F35. Annuncia meno spreco di spazio negli uffici pubblici. Le municipalizzate saranno sfoltite da 8mila a mille. Confermato il taglio dell’Irap del 10% per le aziende. Pagamenti più rapidi alle imprese. Il premier infine annuncia che l’imposta sulle quote rivalutate della Banca d’Italia sale dal 12 al 26%. Il gettito andrà a copertura degli sconti Irpef.

Le coperture

Quanto alle coperture, precisa il presidente del Consiglio, sono 6,9 miliardi nel 2014 ma diventano 14 miliardi nel 2015. “Stiamo restituendo agli italiani qualcosa che è degli italiani e lo stiamo facendo stringendo la cinghia alle amministrazioni, spiega Renzi. C’erano due ipotesi in discussione: la prima, 10 mln per 10 mld di stanziamento; la seconda allargare anche agli incapienti. Noi abbiamo scelto di mantenere l’impostazione di marzo perché è prevalso l’obbligo di mantenere l’impegno di marzo: avevamo detto 80 e 80 devono essere”.

Tagli alla spesa pubblica

Per quanto riguarda i tagli alla spesa pubblica faranno la loro parte anche i Ministeri con “200 milioni di euro in più rispetto a tagli già fatti” e le società controllate come la Rai che “è chiamata a concorrere al risanamento con 150 milioni di euro, è autorizzata a vendere Rai Way e riorganizzare le sedi regionali ma deciderà lei che cosa fare”.

La risposta Usigrai alla richiesta del Governo

“Il taglio di 150 milioni di euro per la Rai rischia di avere un impatto pesante per l’azienda e l’occupazione anche dell’indotto audiovisivo” è il commento dell’esecutivo Usigrai dopo la richiesta del Governo. “Si tratta di un taglio netto lineare, di dubbia legittimità perché lede il principio di indipendenza economica dei Servizi pubblici dai governi, e fuori da qualunque discussione sullo sviluppo e il futuro”. Usigrai rimarca la mancanza di norme per combattere l’evasione: “Si impone un contributo preventivo alla Rai, ma non si mette in atto nessuna azione concreta per la lotta all’evasione, che già costa ai conti della Rai 500 milioni l’anno”.

Padoan: “La crescita sarà più robusta”

Sul provvedimento interviene anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, “il pacchetto di misure renderà la crescita più robusta e porterà il Paese sul sentiero della crescita”. Ha aggiunto “il pacchetto ha due componenti, una di breve termine, una che ha funzione di stimolo che punta sulla spesa a parità di reddito e sull’abbattimento dei costi alle imprese e a più liquidità alle imprese”.

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