Lavoro

Il pacchetto lavoro questa mattina all’esame del Cdm

Il Cdm all'opera per approvare il nuovo pacchetto lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo
Il Cdm all’opera per approvare il nuovo pacchetto lavoro in vista del prossimo Consiglio Europeo

Contributo mensile pari al 50% dell’ASpI per il datore che assume «a tempo pieno e indeterminato», mentre all’interno del Ministero del Lavoro nascerà una struttura di missione per attuare, dal 1° gennaio 2014, la «Yuoth Guarantee», la «Garanzia per i giovani», ma anche per promuovere «la ricollocazione dei lavoratori beneficiari di ammortizzatori in deroga».

Con queste due ulteriori novità il “pacchetto lavoro” sbarca questa mattina all’esame del Consiglio dei ministri. Ieri sono proseguiti gli incontri tecnici per limare l’articolato che verrà approvato prima del Consiglio europeo che inizia domani. Un miliardo, ma potrebbe salire fino a 1,3, le risorse in campo, che arrivano prevalentemente dalla riprogrammazione di fondi europei per questa prima tranche d’interventi di un «capitolo lavoro» che avrà successivamente «altre pagine da scrivere», come ha sottolineato ieri il sottosegretario Jole Santelli. E che potrebbero essere finanziate da un “tesoretto” di circa 4 miliardi di euro che l’Italia può ancora recuperare riducendo il cofinanziamento delle politiche di coesione Ue 2007-2013.

Uno dei punti qualificanti del “pacchetto occupazione” sono gli incentivi per assumere a tempo indeterminato giovani disoccupati del Mezzogiorno (lo strumento utilizzato è la decontribuzione con un tetto di 650 euro mensili; in discussione fino all’ultimo per una sua estensione anche al Centro-Nord). Ma è previsto anche un intervento legato all’ASpI, il nuovo sussidio di disoccupazione introdotto dalla Legge Fornero e in vigore dal 1° gennaio 2013. La norma prevede che al datore di lavoro che, senza esservi tenuto, assuma a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono dell’ASpI, «sia concesso per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore un contributo mensile pari al 50 per cento dell’indennità mensile (che sarebbe stata corrisposta al lavoratore) per un numero di mesi non superiore a due terzi del periodo di assicurazione non fruito». Nella bozza dell’articolato è stabilito poi che la nuova «struttura di missione» – che nascerà all’interno del Ministero del Lavoro – per attuare la «Garanzia per i giovani» possa promuovere anche iniziative per ricollocare i beneficiari di ammortizzatori in deroga. La struttura dovrebbe operare in via sperimentale, in attesa del riordino dei servizi per l’impiego, con una sinergia più stretta con le agenzie per il lavoro. E Assolavoro rilancia, chiedendo politiche attive efficaci, «premiate in base ai risultati, in un’ottica di virtuosa cooperazione tra servizi pubblici e servizi privati».

Tra le misure “a costo zero” le ormai famose correzioni alle legge 92: si va verso una semplificazione della formazione per l’apprendistato e gli intervalli per i rinnovi dei contratti a termine ridotti a 10 e 20 giorni (a seconda della durata del primo contratto). Nell’articolato potrebbe entrare anche una norma che incrementa per il 2014 il «Fondo per l’istruzione e formazione tecnica superiore» di 5 milioni di euro destinati ai percorsi Its: «Si tratta di un investimento concreto sull’occupazione giovanile – evidenzia il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi – ma la ripartizione a pioggia non può essere efficace, è necessario operare una ripartizione dei fondi sulla base di criteri definiti». Per promuovere l’alternanza tra studio e lavoro potrebbe essere poi autorizzata una spesa annua di 15 milioni per attività di tirocinio curriculare da parte degli studenti universitari. In materia previdenziale si attiva una posta di bilancio dedicata agli esodati nel Fondo occupazione del Ministero con una cifra iniziale di 36 milioni per il 2013: servirà per garantire eventuali sussidi a coloro rimasti fuori dalla salvaguardia (i famosi 130mila) senza più utilizzare il fondo attivato con la legge di stabilità; il medesimo fondo verrà utilizzato anche per salvaguardare le eventuali eccedenze rispetto ai 10mila esodati determinati dal decreto 78 del 2010.

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close