Fisco

Il nuovo redditometro è applicabile al passato

Le regole del nuovo redditometro sono applicabili anche prima dell’anno d’imposta 2009 se sono più favorevoli al contribuente. Proprio come già avviene per le versioni più evolute degli studi di settore. A precisarlo è la sentenza 272/01/12 della Ctp Reggio Emilia (presidente e relatore Crotti).
Il contenzioso trae origine da un questionario inviato a un contribuente per l’anno d’imposta 2006. In seguito a una specifica segnalazione da parte del sistema centrale dell’anagrafe tributaria, il soggetto risultava essere in possesso di elementi indicativi di capacità contributiva superiori rispetto ai redditi dichiarati. Il contribuente ha prodotto documenti a sostegno delle spese sostenute e per i redditi presunti dall’ufficio, ma nonostante questo è stato accertato ai sensi dell’articolo 38 del Dpr 600/1973. Così il diretto interessato si è rivolto alla Ctp che ha ritenuto fondati i rilievi del ricorrente e ha dichiarato l’illegittimità dell’atto.
Oltre a rilevare errori di calcolo nell’applicazione dei coefficienti per la determinazione sintetica effettuata, i giudici hanno osservato che il reddito preso in considerazione dal fisco era quello netto dichiarato dal contribuente. A loro avviso, il procedimento è errato in quanto mette a confronto il reddito lordo, ossia quello accertato, con quello netto dichiarato.
La nuova formulazione dell’articolo 38 del Dpr 600/73 – integralmente riscritta dal Dl 78/2010 ed efficace dagli accertamenti dell’anno d’imposta 2009- prevede che si può procedere con tale metodo, quando il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. Nella precedente versione, invece, il reddito complessivo netto accertabile si doveva discostare per almeno un quarto. È così scomparso il termine «netto» chiarendo che il confronto deve avvenire rispetto alla posizione lorda indicata dal contribuente nella dichiarazione presentata.
La Ctp rileva che l’intervento operato con il Dl 78/2010 deve essere catalogato tra quelli riguardanti norme procedimentali e pertanto è facoltà del contribuente richiederne l’applicazione anche retroattiva (quindi per accertamenti ante 2009) se più favorevole. A sostegno di questa tesi, c’è il paragone diretto tra l’accertamento da redditometro con quello standardizzato da studi di settore e – alla luce delle pronunce della Suprema corte del dicembre 2009 (26635, 26636, 26637, 26638) – viene ribadito il principio per il quale la forma più evoluta prevale sulle precedenti.

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