Diritto

Il notaio non verifica i vincoli sull’immobile? Per la cancellazione paga di tasca propria

Il notaio non verifica i vincoli sull'immobile? Per la cancellazione paga di tasca propria
Il notaio che omette di effettuare le visure su un immobile per controllarne eventuali vincoli risponde ex contractu per inadempimento della obbligazione di prestazione di opera intellettuale

Poichè il notaio deve adempiere l’obbligazione relativa alla libertà dell’immobile indipendentemente da ogni dichiarazione di esenzione manifestatagli dalle parti, l’obbligo del risarcimento può essere disposto anche in forma specifica, mediante la condanna alla cancellazione del vincolo con il pagamento della somma necessaria a tal fine per il compimento delle richieste formalità. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 19 Giugno 2013 n. 15305.

L’opera professionale del notaio non si riduce al mero compito di accertamento della volontà delle parti e di direzione nella compilazione dell’atto, ma si estende alle attività preparatorie e successive perchè sia assicurata la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto e del risultato pratico perseguito dalle parti.

Pertanto, il notaio quand’anche sia stato esonerato dalle visure, essendo comunque tenuto all’esecuzione del contratto d’opera professionale secondo i canoni della diligenza qualificata di cui all’art. 1176, secondo comma, cod. civ. e della buona fede, qualora non osservi i suddetti obblighi risponde ex contractu per inadempimento della obbligazione di prestazione di opera intellettuale.

Infatti, la lesione del diritto dell’acquirente in relazione alla certificazione dello stato dell’immobile da parte del notaio proprio perchè costituisce colpa contrattuale per inadempimento comporta che il notaio deve fare tutto quanto è dovuto al fine di redigere un atto da cui risulti effettivamente la liberazione da ogni vincolo dell’immobile oggetto della compravendita, ossia è il notaio e non altri a dover rispondere del suo inadempimento.

Inoltre, una volta affermato che l’obbligazione assunta dal notaio relativa alla libertà dell’immobile deve essere da lui adempiuta, indipendentemente da ogni dichiarazione di esenzione manifestatagli dalle parti, ne discende che l’obbligo del risarcimento può essere disposto anche in forma specifica mediante la condanna alla cancellazione del vincolo con il pagamento della somma necessaria a tal fine per il compimento delle richieste formalità, oltre che per equivalente ex art. 2058 cod. civ., limitando il risarcimento in forma specifica alla sua possibilità in tutto o in parte e alla non eccessiva onerosità per il debitore, da valutarsi da parte del giudice di merito.

In applicazione di tali principi, la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza con la quale la corte distrettuale, confermando la decisione del tribunale, aveva rigettato la domanda proposta da due acquirenti e diretta ad accertare l’inadempimento contrattuale del notaio responsabile di non aver proceduto all’esame relativo alle visure ipotecarie prima di stipulare un atto pubblico di compravendita immobiliare risultato poi soggetto ad ipoteca giudiziale a favore dell’Erario.

La pronuncia riafferma anche il principio secondo cui l’esercizio del potere, previsto dall’art. 213 cod. proc. civ., di richiedere d’ufficio alla P.A. le informazioni relative ad atti e documenti della stessa che sia necessario acquisire al processo rientra nella discrezionalità del giudice e non può comunque risolversi nell’esenzione della parte dall’onere probatorio a suo carico, con la conseguenza che tale potere può essere attivato soltanto quando, in relazione a fatti specifici già allegati, sia necessario acquisire informazioni relative ad atti o documenti della P.A. che la parte sia impossibilitata a fornire e dei quali solo l’Amministrazione sia in possesso proprio in relazione all’attività da essa svolta.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 15305/2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *