Italia

Il Governo approva la “manovrina” da 1,6 miliardi. Ecco cosa cambia

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il decreto legge ribattezzato “manovrina” che punta alla correzione autunnale dei conti pubblici per 1,6 miliardi di euro.

L’obiettivo è quello di di mantenere sotto il 3% il rapporto deficit/Pil come da precetto europeo.

L’incasso sarà reso possibile grazie i tagli ai ministeri e ai trasferimenti agli enti locali (1,1 miliardi) e alla vendita di immobili del Demanio e dello Stato per 500 milioni.

Non ci sarà alcun aumento delle accise sui carburanti, come temuto nelle ore immediatamente precedenti il Consiglio dei Ministri, nè sara rifinanziata la cassa integrazione in deroga, che verrà invece inserita nella legge di stabilità.

«Abbiamo bisogno di fare un manovrone e non una manovrina». Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a margine dell’assemblea degli industriali di Como a Cernobbio. «Con lo status quo noi dalla crisi non usciamo, il nostro Paese rimarrà a crescita bassa o nulla», ha aggiunto. Confindustria chiede che sul cuneo fiscale ci sia un intervento serio di almeno 10 miliardi di euro, «ma il presidente Letta per il momento non mi ha lasciato molte speranze». «Nell’incontro di martedì – ricorda Squinzi – Letta ha sottolineato che bisognava intervenire sul cuneo fiscale. Per noi un intervento di almeno 10 miliardi è assolutamente prioritario, una base per fare qualunque altro discorso. Letta però non ha fatto cifre e per il momento non mi ha lasciato molte speranze, mi ha risposto che non ci sono risorse». Squinzi a questo proposito ribadisce la necessità di intervenire sulla spending review: «Ho risposto a Letta che in un Paese con una Pubblica Amministrazione che spende 800 miliardi all’anno, tagliare i costi del 2-3% significa risparmiare 20-25 miliardi».

Di seguito riportiamo un’infografica con le novità più importanti:

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