Fisco

Il fisco arriva a pesare fino all’80% sulle società

Il fisco arriva a pesare fino all'80% sulle società
Imprese italiane asfissiate dal fisco. La tassazione sulle medie aziende «continua a essere punitiva». Il livello impositivo nel 2013 è stato del 38,1%, con punte dell’80% in alcuni casi limite. Senza l’Irap la pressione fiscale scenderebbe di oltre 11 punti percentuali al 26,4%, in linea cioè con quello delle medie imprese europee

Crescono a ritmo accelerato rispetto alla manifattura, attirano sempre più investitori esteri ma la loro tassazione resta punitiva: questi alcuni degli elementi che emergono dall’Indagine annuale sulle Medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere. Indagine che fa luce sulla ripresa e sulla competitività di 3.212 medie imprese manifatturiere italiane che assicurano il 16% circa del valore aggiunto dell’industria manifatturiera ed il 17% delle esportazioni nazionali. Il Veneto si distingue per la maggiore densità di medie imprese, seguito da Lombardia ed Emilia- Romagna. Il Piemonte figura in posizione relativamente arretrata preceduto, nell’ordine, dal Trentino-Alto Adige, dalle Marche, dal Friuli Venezia Giulia e dall’Umbria. L’attività prevalente delle medie imprese riguarda i settori tipici del made in Italy che nel 2013 rappresentano il 62,5% del valore aggiunto e il 66,9% delle esportazioni. Il settore più rilevante è la meccanica che ha assorbito il 39,2% del valore aggiunto e il 42,3% delle esportazioni. Le medie imprese hanno chiuso il decennio 2004-2013 con una crescita del fatturato pari al 35,3%, più del doppio rispetto alla manifattura. A seguito della grave flessione del 2009, nel periodo 2009-2013 le medie imprese hanno messo a segno una crescita del 20,7%, ancora all’incirca doppia rispetto a quella della manifattura (+12,2%). Risultati possibili grazie anche alla forte espansione delle vendite all’estero dove le medie imprese hanno realizzato nel decennio una progressione del 64,4% contro il 44% della manifattura.

La tassazione delle medie imprese continua ad essere punitiva: il tax rate medio nel 2013 è stato del 38,1%, con alcune imprese che sfiorano l’80%. Senza l’Irap il tax rate sarebbe di 11 punti più basso, pari al 26,4%, in linea con quello delle medie imprese europee. La legge di Stabilità per il 2015 ha disposto la deducibilità integrale del costo del lavoro dall’imponibile Irap. Il costo del lavoro pesa nelle medie imprese per circa il 66% del valore aggiunto. Si stima che la riforma fiscale possa abbattere il tax rate del 13%, portandolo dal 38,1% al 33%, pur lasciando picchi di tassazione attorno al 60%. Si tratta di un calo di circa 0,46 miliardi di minori imposte su base annua per le medie imprese, ovvero 1,4 miliardi nel triennio 2015-2017, sugli 11 miliardi circa di minori imposte previsti dal Governo per tutte le imprese italiane. Il risparmio fiscale vale circa 11.450 posti di lavoro in più (+2%), oppure maggiori investimenti annui per circa il 7% oppure maggiori utili per circa il 18% annuo che, se trattenuti in azienda, porterebbero ad un rafforzamento patrimoniale di circa il 9%. Tra il 2005 e il 2013 sono state 126 le medie imprese italiane che sono passate sotto il controllo straniero. Sono state invece 40 quelle acquisite ad opera di medi imprenditori italiani da precedente proprietà straniera. Quindi, per ogni impresa che ha conquistato il tricolore tre lo hanno perso.

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