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Il Decreto Milleproroghe è legge. Ecco le misure principali

Il Decreto Milleproroghe è legge. Ecco le misure principali
Ecco le novità principali contenute nel provvedimento sul quale il Governo ha posto la fiducia al Senato

Una corsa contro il tempo e l’apposizione della fiducia (la n. 35) da parte del Governo hanno caratterizzato la discussione del decreto Milleproroghe nell’aula del Senato che, a fortiori, dati i tempi stretti per la conversione, ha dato il via libera al testo senza alcuna modifica, con 156 sì, 78 no e 1 astenuto.

L’impianto del decreto rimane, quindi, nella sostanza lo stesso di quello licenziato dalla Camera, dove, invece, sono diverse le novità registrate ad opera delle modifiche apportate dalle Commissioni.

Così, nei 15 articoli di cui si compone il provvedimento, alle proroghe in materia di pubbliche amministrazioni, sviluppo economico, beni culturali, istruzione, sanità, infrastrutture e trasporti, ambiente, economia e finanze, si aggiungono quelle introdotte dalla Camera, dagli sfratti al regime dei minimi Iva ai contratti di solidarietà, passando per l’allungamento della disciplina transitoria sugli esami di abilitazione degli avvocati. Restano fuori, invece, le misure sui canoni delle frequenze tv.

Ecco quindi le “proroghe” più attese (e inserite in corsa) del ddl n. 1779 (di conversione del d.l. n. 192 del 31 dicembre 2014) che si appresta ad essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale quale legge dello Stato.

Mini-blocco sfratti per 4 mesi
Non è certo una “proroga” perpetua, ma una sorta di mini-blocco, una soluzione ponte che consente di far fronte ai problemi dei nuclei più bisognosi il “rinvio” di quattro mesi operato sugli sfratti.
Viene concessa, infatti, al giudice la possibilità di sospendere, su richiesta, l’esecuzione dello sfratto “fino al centoventesimo giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione” al fine di consentire il “passaggio da casa a casa”.
Si veda: Sfratti, fisco agevolato in caso di finita locazione

Contratti di solidarietà
“Salvi” anche i lavoratori in contratto di solidarietà che vedranno confermata l’integrazione della retribuzione al 70%, come già avvenuto nel 2014.
È stata scongiurata, infatti, la fine del contributo aggiuntivo del 10% (oltre al 60% garantito dall’Inps o dalla cassa di previdenza privata) del reddito perduto per via della riduzione dell’orario di lavoro legata ai contratti di solidarietà, prevista nella prima versione del decreto.
L’integrazione del 10% (che fino alla fine del 2013 era pari al 20%) rimarrà, tuttavia, fino al raggiungimento del tetto massimo di spesa di 50 milioni di euro (recuperati dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione) e si privilegeranno i contratti stipulati nel 2014.
Misure di favore anche per i dipendenti della Croce Rossa, messi a rischio a seguito della prevista privatizzazione. Il decreto dispone che i lavoratori che risulteranno in esubero avranno diritto allo stesso trattamento riservato ai dipendenti delle Province, ovvero verranno smistati presso altre Pubbliche Amministrazioni.
Si veda: Contratti di solidarietà, torna al 70% l’integrazione salariale

Salvi i minimi e l’aumento dei contributi per gli autonomi
Confermate due delle misure più attese, soprattutto dal popolo delle partite Iva, che ripristinano il vecchio regime dei minimi a tassazione agevolata al 5% per tutto il 2015 e bloccano l’aumento delle aliquote previdenziali al 27,72%
Nel primo caso, i due regimi, quello nuovo con aliquota forfettaria al 15% introdotto dalla legge di Stabilità 2015 e quello precedente coesisteranno per tutto l’anno, nell’attesa che si arrivi ad una ridefinizione (non più transitoria) della situazione, come invocato dalla categoria, e come annunciato dallo stesso Governo.
Nel secondo caso, l’aumento dell’aliquota Inps per gli iscritti alla gestione separata, previsto dalla riforma Fornero, è stato rinviato al 2016, anno in cui arriverà al 28% per aumentare gradualmente al 29% nel 2017.
Si veda: Liberi professionisti con partita IVA: contribuzione congelata al 27,72%

Rateazione Bis cartelle Equitalia
Confermata un’altra delle proroghe più attese: la riapertura dei termini per chiedere una rateizzazione delle cartelle Equitalia.
Le imprese decadute dai piani di rientro fino a fine 2014 potranno nuovamente farne richiesta entro il 31 luglio 2015, senza incorrere in alcuna azione esecutiva. Ma, nel caso di mancato pagamento delle rate (anche di due non consecutive), l’impresa decadrà nuovamente senza possibilità di ulteriori proroghe del piano.

Rientro dei lavoratori in Italia: incentivi prorogati
L’originaria disposizione prevedeva la concessione di incentivi fiscali fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Successivamente, con l’art. 29, comma 16-quinquies, del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, si è prorogato il regime agevolato in parola fino al 31 dicembre 2015 ed il beneficio è stato riconosciuto ai cittadini che a partire dal 20 gennaio 2009 avessero presentato gli specifici requisiti.
La disciplina novellata (art. 1, comma 14, della legge n. 190/2014) prevede che, ai fini delle imposte sui redditi, sia escluso dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo il novanta per cento degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi e che dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed entro i cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
Tali emolumenti non concorrono altresì alla formazione del valore della produzione netta dell’imposta regionale sulle attività produttive.
A tal fine vengono modificati i commi 1 e 3, dell’art. 44, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78:

  1. al primo comma del predetto art. 44, il termine di 5 anni solari è elevato a sette;
  2. con una seconda modifica, al comma 3, dell’art. 44, è stabilito che le disposizioni di agevolazione di cui ai commi 1 e 2, dell’art. 44 stesso, si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2011, nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei tre (in luogo dei vigenti due) periodi d’imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.

E’ previsto, infine, che il Governo stipuli appositi accordi bilaterali con gli Stati esteri di provenienza dei lavoratori, finalizzati a riconoscere il diritto alla totalizzazione dei contributi versati a forme di previdenza estere con quelli versati a forme di previdenza nazionale.

Riaprono i giudici di pace
Tornano anche i giudici di pace nei piccoli comuni, con la concessione, fino al prossimo 30 luglio, per i sindaci e le unioni dei comuni di chiedere la riapertura degli uffici soppressi per effetto del riordino della geografia giudiziaria.
Slitta a fine anno, invece, il termine per il completamento dell’unione dei comuni.

Anticipo appalti al 20%
Al fine di compensare gli effetti dello “split payment” e del “reverse charge” dell’Iva e consentire alle imprese di far fronte ai problemi di liquidità, viene prorogato fino alla fine del 2016, l’anticipo di una quota del 20% degli appalti.
Congelato per tutto il 2015 anche l’ampliamento dell’accesso al Fondo di garanzia per le Pmi con meno di 500 addetti.

Avvocati e farmacisti
Il rinvio al 2017 della riforma dell’esame di abilitazione degli avvocati è diventato una certezza. Ciò consentirà agli “aspiranti” professionisti di sostenere l’esame secondo le vecchie norme, con la possibilità di utilizzare i codici commentati e di discutere lo stesso numero di materie orali.
Rinviata al prossimo biennio anche la modifica dei requisiti necessari per il trasferimento della titolarità delle farmacie che potrà ottenersi fino al 2017 con la sola iscrizione all’albo, fatta eccezione per le 2.600 sedi nuove oggetto del concorso straordinario.

Prorogate le misure “salva” territori
Confermate anche le proroghe attese per diversi territori, tra cui i “salva” Lazio e Venezia e il rinvio delle sanzioni per l’Aquila e l’Emilia.
Non ci saranno sanzioni, in sostanza, per tutto il 2015 per lo sforamento del patto di Stabilità per l’Aquila, per il Lazio e per Venezia, mentre potranno “respirare” fino alla metà del 2016 le imprese emiliane che hanno stipulato mutui per pagare le tasse.
Allungato alla fine del 2015 anche l’appalto per i collaboratori scolastici di Palermo e confermati il 100% dei tributi statali fino al 2017 per i comuni che partecipano all’attività di accertamento, mentre slitta all’1 settembre l’obbligo dell’acquisto di beni e servizi con la centrale unica.

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